[542.] Erod. l. VII p. 244.

[543.] Erod. l. VII p. 147; l. VIII p. 277; Stor. Aug. p. 156 158.

[544.] Erod. l. VII. p. 254; Stor. Aug. p. 150 160. In vece di un anno e sei mesi pel regno di Gordiano, il che è assurdo, bisogna leggere nel Casaubono e nel Panvinio un mese e sei giorni. Ved. Comment. p. 193; Zosimo riferisce con una strana ignoranza della Storia, o per uno strano abuso della metafora (l. I p. 17.), che i due Gordiani perirono in una tempesta in mezzo alla loro navigazione.

[545.] Vedi Stor. Aug. p. 166 sull'autorità dei registri del Senato. La data è sicuramente falsa: ma è facile di correggere questo sbaglio, riflettendo che si celebravano allora i giuochi Apollinari.

[546.] Discendeva da Cornelio Balbo, nobile spagnuolo, e figlio adottivo di Teofane, Storico greco. Balbo ottenne il diritto di cittadinanza pel favor di Pompeo, e lo conservò per l'eloquenza di Cicerone (Vedi orat. pro Corn. Balbo). L'amicizia di Cesare, al quale egli rendè in secreto importanti servigi nella guerra civile, gli procurò le dignità di Console e di Pontefice, onori dei quali niun forestiero era stato peranco rivestito. Il nipote di questo Balbo trionfò dei Garamanti. Vedi il Dizionario del Baile alla parola Balbo. Questo giudizioso scrittore distingue varj personaggi di tale nome, e rileva con la sua ordinaria esattezza, gli abbagli di coloro che hanno trattato lo stesso soggetto.

[547.] Zonara l. XII. p. 622; ma come possiamo fidarci della autorità di un Greco sì poco istrutto della Storia del terzo secolo, che crea diversi immaginarj Imperatori, e confonde i Principi che hanno realmente esistito?

[548.] Erod. l. VII p. 256, suppone che il Senato fosse prima convocato nel Campidoglio, e lo fa parlare con molta eloquenza. La Stor. Aug. p. 116 sembra molto più autentica.

[549.] In Erod. l. VII p. 249, e nella Storia Aug. abbiamo tre diverse arringhe di Massimino alla sua armata per la ribellione dell'Affrica e di Roma. Tillemont ha osservato che non sono coerenti tra loro, nè s'accordano con la verità. Stor. degl'Imperatori tom. III p. 799.

[550.] L'inesattezza degli Scrittori di quel secolo ci pone in un grande imbarazzo: I. Sappiamo che Massimo e Balbino furono uccisi nel tempo dei giuochi Capitolini (Erodiano l. VIII p. 285). L'autorità di Censoriano (de die natali c. 18.) c'insegna che questi giuochi furono celebrati nell'anno 238, ma noi non sappiamo nè il mese nè il giorno. II. Non si può dubitare che Gordiano non sia stato eletto dal Senato il 27 di Maggio; ma è difficile di sapere se ciò fu nello stesso anno o nel precedente. Tillemont e Muratori, che sostengono le due opposte opinioni, si fondano sopra molte autorità, congetture, e probabilità. L'uno ristringe la serie dei fatti tra queste due epoche, l'altro l'estende al di là, e sembra che ambidue si allontanino ugualmente dalla ragione e dalla Storia. È per altro necessario seguire uno dei due.

[551.] Velleio Patercolo l. II c. 24. Il presidente di Montesquieu, nel suo dialogo tra Silla ed Eucrate, esprime il sentimento del Dittatore in una maniera sublime ed ingegnosa.