[552.] Il Muratori (Ann. d'Italia tom. II. p. 294) crede che lo scioglimento delle nevi indichi piuttosto il mese di Giugno o di Luglio, che quel di Febbraio. L'opinione di uno che passava la vita tra le Alpi e gli Appennini, è senza dubbio di gran peso: conviene per altro osservare; I. che il lungo inverno, sul quale si fonda il Muratori, non si trova che nella versione latina, e che il testo greco di Erodiano non ne fa menzione. II. che le piogge ed il sole, al quale furono i soldati di Massimino esposti successivamente (Erod. l. VIII p. 277), indicano piuttosto la primavera che la state. Sono queste le diverse correnti che insieme unite formano il Timavo, di cui Virgilio ci ha data una descrizione tanto poetica, prendendo questa parola in tutta la sua estensione. Le loro acque scorrono a dodici miglia in circa a levante di Aquileia. Vedi Cluverio Italia Antiq. tom. I p. 189.
[553.] Erodiano l. VIII p. 272. La divinità Celtica fu supposta essere Apollo, e sotto questo nome gli rendè grazie il Senato. Si fabbricò ancora un tempio a Venere Calva per eternare la gloria delle donne di Aquileia, le quali aveano in quell'assedio generosamente sacrificati i loro capelli, per farne corde ad uso delle macchine di guerra.
[554.] Erodiano l. VIII p. 279. Stor. Aug. p. 145. Eutropio fa regnare Massimino tre anni ed alcuni giorni (l. IX I.) Possiamo credere che il testo di questo autore non è corrotto, poichè l'originale latino confronta colla versione greca di Peanio.
[555.] Otto piedi romani e un terzo. Vedi il trattato di Graves sul piede romano. Massimino potea bere in un giorno un'anfora di vino, o mangiare trenta o quaranta libbre di carne. Poteva strascinare una carretta carica, rompere con un pugno la gamba ad un cavallo, stritolare con le mani le pietre, e svellere piccoli alberi. Vedi la sua vita nella Storia Augusta.
[556.] Vedi nella Stor. Aug. la lettera di congratulazione scritta dal Console Claudio Giuliano ai due Imperatori.
[557.] Stor Aug. p. 171.
[558.] Erod. l. VIII p. 258.
[559.] Erod. l. VIII p. 213.
[560.] Il Senato aveva imprudentemente fatta questa osservazione; e lo notarono i soldati come un insulto. Stor. Aug. p. 270.
[561.] Discordiae tacitae, et quae intelligerentur potius quam viderentur. Stor. Aug. p. 170. Questa felice espressione è probabilmente presa da qualche migliore Scrittore.