[562.] Erodiano l. VIII p. 287 288.
[563.] Quia non alius erat in praesenti. Stor. Aug.
[564.] Quinto Curzio (l. X c. 9) elegantemente si rallegra coll'Imperatore del giorno, perchè colla felice sua assunzione al trono ha spente tante fiamme, fatti rientrare tanti brandi nella guaina, e posto fine ai mali di un diviso Governo. Dopo avere attentamente pesate tutte le parole di questo passo, non vedo in tutta la Storia romana altr'epoca, alla quale possa meglio convenire che all'innalzamento di Gordiano. In questo caso si potrebbe determinare il tempo in cui ha scritto Quinto Curzio. Quei che lo pongono sotto i primi Cesari, si fondano sulla purità e sull'eleganza del suo stile; ma non possono spiegare il silenzio di Quintiliano, che ci ha data una lista esattissima degli Storici romani senza far menzione dell'autore della vita di Alessandro.
[565.] Storia Aug. p. 161. Da alcune particolarità contenute in queste due lettere, io penso che gli eunuchi fossero scacciati dal palazzo con qualche violenza, e che il giovane Gordiano si contentò di approvare la loro disgrazia senza acconsentirvi.
[566.] Duxit uxorem filiam Misithei, quem causa eloquentiae dignum parentela sua putavit, et praefectum statim fecit; post quod, non puerile jam et contemptibile videbatur imperium.
[567.] Stor. Aug. 162, Aurel. Vittore, Porfirio in vita Plotini ap. Fabricium, Biblioth. graeca l. IV c. 36. Il filosofo Plotino accompagnò l'esercito, mosso dal desiderio d'istruirsi e di penetrare nell'India.
[568.] A diciotto miglia incirca dalla piccola città di Circesio su i confini dei due Imperi.
[569.] L'iscrizione, che conteneva un curioso equivoco, fu cancellata per ordine di Licinio, il quale vantava qualche grado di parentela con Filippo (Stor. Aug. pag. 165); ma il tumulus o monticello di terra, che formava il sepolcro, sussisteva nel tempo di Giuliano. Vedi Amm. Marcellino XXIII 5.
[570.] Aurelio Vittore, Eutrop, IX 2; Orosio VII 20 Ammian, Marcell. XXIII. Zosimo l. I p. 10. Filippo era nato a Bostra e non aveva allora che verso quarant'anni.
[571.] Il termine di aristocrazia può egli essere giustamente applicato al governo d'Algeri? Ogni governo militare ondeggia fra gli estremi di un'assoluta monarchia e di una feroce, rozza democrazia.