[741.] Omnium harum gentium insigne, rotunda scuta, breves gladii et erga reges obsequium. Tacit. German. c. 43. I Goti probabilmente si procacciarono il loro ferro col commercio dell'ambra.
[742.] Giornandes, c. 13, 14.
[743.] Gli Eruli, e gli Uregundi, o Burgundi, sono specialmente menzionati. Ved. Mascovio, Storia dei Germani, l. V. Un passo della Stor. Aug. p. 28 sembra alludere a questa grande emigrazione. La guerra Marcomannica fu in parte cagionata dalla furia delle barbare tribù, che fuggivano dinanzi alle armi dei Barbari più settentrionali.
[744.] D'Anville, Geografia antica, alla terza parte della incomparabile sua carta dell'Europa.
[745.] Tacit. German. c. 46.
[746.] Cluver. Germania Anti. l. III c. 43.
[747.] I Venedi, gli Havi, e gli Antes, erano le tre gran tribù del medesimo popolo. Giornandes. c. 24.
[748.] Tacito merita sicuramente questo titolo, e perfino la cauta sua sospensione è una prova delle diligenti ricerche da esso fatte.
[749.] La Storia Genealogica dei Tartari, p. 593. M. Bell (Vol. II p. 379) traversò l'Ucrania nel suo viaggio da Pietroburgo a Costantinopoli. L'aspetto moderno del paese è una giusta rappresentazione dell'antico, giacchè nelle mani dei Cosacchi rimane tuttavia nello stato di natura.
[750.] Nel 16 Capit. di Giornandes, in vece di secundo Maesiam, possiamo azzardarci a sostituire secundam, la seconda Mesia, di cui Marcianopoli era certamente la Capitale. Vedi Ierocle de Provinciis, e Wesseling ad locum p. 636. Itinerar. È sorprendente come questo palpabile errore del copista sfuggisse alla giudiziosa correzione di Grozio.