[236.] Un Principe debole sarà sempre governato dai suoi domestici. La potenza degli schiavi aggravò la vergogna dei Romani, ed i Senatori fecer la corte a un Pallante, e ad un Narciso. Può accadere che un favorito moderno sia un gentiluomo.
[237.] Vedi un Tratt. di Van-Dale De consacrat. Principum. Sarebbe più facile per me il copiare, di quel che sia il verificare le citazioni di questo dotto Olandese.
[238.] Ved. una Dissert. dell'Ab. di Mongault nel I vol. della Accad. dell'Iscrizioni.
[239.] «Jurandasque tuum per nomen ponimus aras» dice Orazio all'Imperatore istesso, e Orazio conosceva bene la Corte di Augusto.
[240.] Vedi Cicerone Philipp. I 16; Giuliano in Caesaribus.
Inque Deum templis jurabit Roma per umbras
esclama Lucano sdegnato. Ma questa indignazione è originata più dal patriottismo, che dalla devozione.
[241.] Dione lib. LIII. p. 710 colle note curiose di Reimar.
[242.] Mentre Ottaviano si avanzava verso il banchetto dei Cesari, il suo colore cambiava come quello del Camaleonte, pallido prima, di poi rosso, indi nero; prese finalmente il delicato colore di Venere, e delle Grazie: Caesares, p. 309. Questa immagine, impiegata da Giuliano nella sua ingegnosa finzione, è giusta e graziosa. Ma quando ei considera questo cambiamento di carattere come reale, e che lo attribuisce al potere della filosofia, egli fa troppo onore alla filosofia, e ad Ottaviano.
[243.] Dugent'anni dopo lo stabilimento della Monarchia, l'Imperatore Marco Aurelio vanta il carattere di Bruto come un perfetto modello della virtù romana.