[264.] Dion. l. LXXI p. 1190 Stor. Aug. in Avidio Cassio.
[265.] Stor. August. in Marco Antonin. c. 18.
[266.] Vitellio spese per la sua tavola circa dodici milioni di zecchini quasi in sei mesi. È difficile l'esprimere i vizj di questo Principe con dignità od anche con decenza. Tacito lo chiama un porco, ma sostituendo a quella parola grossolana una bellissima immagine «At. Vitellius, umbraculis hortorum abditus, ut ignava animalia, quibus si cibum suggeras, jacent torpentque, praeterita, instantia, futura pari oblivione dimiserat. Atque illum nemore Aricino desidem, et marcentem etc.» Tacit. Stor. III 36. Sveton. in Vitell. c. 13. Dione Cassio l. LXV p. 1062.
[267.] La morte di Elvidio Prisco e della virtuosa Eponina disonorò il regno di Vespasiano.
[268.] Viaggio di Chardin nella Persia vol. III p. 293.
[269.] L'uso d'innalzare gli schiavi alle cariche importanti dello Stato è più comune tra i Turchi che tra i Persiani. Nelle miserabili contrade della Georgia o della Circassia nascono i padroni della maggior parte dell'Oriente.
[270.] Chardin dice che i viaggiatori europei hanno diffusa tra i Persiani una certa idea della libertà e moderazione de' nostri Governi; essi hanno fatto loro un pessimo uffizio.
[271.] Citavano essi l'esempio di Scipione e di Catone. (Tacito Annali III 66.) Marcello Eprio e Crispo Vibio aveano acquistato quasi cinque milioni di zecchini sotto Nerone. La loro ricchezza, benchè aggravante i loro delitti, li protesse sotto Vespasiano; ved. Tac. Stor. IV 43. Dialog. de Orat. cap. 8. Per una accusa, Regolo, oggetto degno della satira di Plinio, ricevè dal Senato gli ornamenti consolari, e un donativo di centoventimila zecchini.
[272.] Il delitto di lesa Maestà era da prima una offesa di alto tradimento contro il Popolo romano. Augusto e Tiberio, come Tribuni del popolo, lo applicarono alla lor propria persona, dandogli una estensione infinita.
[273.] Poi che la virtuosa e sventurata vedova di Germanico fu messa a morte, Tiberio ricevè i ringraziamenti del Senato per la sua clemenza. Non era stata pubblicamente strangolata, nè il cadavere fu strascinato alle Gemonie dove si esponevano quelli dei malfattori ordinarj. Ved. Tac. Ann. 25 Sveton. in Tiberio c. 53.