[314.] Stor. Aug. p. 50. Dione l. LXXII p. 1220. Egli ricevè per una sola volta decies H. S. quasi sedicimila zecchini.

[315.] Vittore dice che Commodo dava ai suoi antagonisti una spada di piombo, temendo probabilmente lo conseguenze della loro disperazione.

[316.] Fu egli obbligato di ripetere 626 volte Paulo primo de' Secutori ec.

[317.] Dione lib. LXXII p. 1221 parla della sua viltà, e del pericolo, ch'ei corse.

[318.] Unì per altro la prudenza al coraggio, e passò la maggior parte del suo tempo in un ritiro di campagna a motivo, ci diceva, dell'età sua avanzata, e della debol sua vista. «Io non lo vidi mai in Senato, dice Dione, eccetto che nel corto regno di Pertinace.» Tutte le sue infermità in un momento guarirono, e subito gli ritornarono dopo l'assassinio di quel principe eccellente. Dione lib. LXVIII p. 1227.

[319.] I Prefetti si cambiavano quasi ogni giorno, ed ogni ora; ed il capriccio di Commodo tornò spesso fatale ai suoi più favoriti Ministri. Stor. Aug. p. 46 51.

[320.] Dione l. LXXII p. 1222. Erodiano l. 1 pag. 43. Stor. Aug. p. 52.

[321.] Pertinace era figlio di un legnaiuolo, e nacque in Alba Pompeia nel Piemonte. L'ordine dei suoi impieghi, che Capitolino ci ha conservato, merita di essere riferito, giacchè dà un'idea dei costumi, e del Governo di quel secolo. I. fu Centurione. II, Prefetto di una coorte nella Siria, durante la guerra dei Parti, e nella Britannia; III. ottenne un'Ala, o sia squadrone di cavalleria nella Mesia. IV. Fu Commissario delle provvisioni sulla via Emilia; V. comandò la flotta del Reno; VI. fu Procuratore della Dacia coll'annua paga di circa 3200 zecchini; VII. comandò i veterani di una legione; VII. ottenne il grado di Senatore; IX. di Pretore, X. ed il comando della prima legione nella Rezia, e nel Norico; XI. fu Console verso l'anno 175; XII. accompagnò Marco Aurelio in Oriente; XIII. comandò un'armata sulle rive del Danubio; XIV. fu Legato consolare della Mesia; XV. della Dacia; XVI. della Siria; XVII. della Britannia; XVIII. ebbe la cura delle pubbliche provvisioni a Roma; XIX. fu Proconsole in Affrica, XX. Prefetto della città. Erodiano lib. I p. 48 rende giustizia al suo spirito disinteressato; ma Capitolino che raccoglieva ogni rumor popolare, lo accusa di avere ammassato una gran ricchezza, lasciandosi corrompere.

[322.] Giuliano nei Cesari lo taccia d'essere stato complice della morte di Commodo.

[323.] Capitolino racconta le particolarità di questi tumultuarj decreti, che furono proposti da un Senatore, e ripetuti con raddoppiate acclamazioni da tutto il Corpo. Stor. Aug. p. 52.