[392.] Vedi il trattato di Spanemio sulle medaglie antiche, le iscrizioni, ed i dotti viaggiatori Spon, Wheleer, Shaw, Pocock ec. che hanno trovati più monumenti di Severo che di ogni altro Imperatore romano nell'Africa, nella Grecia e nell'Asia.

[393.] Portò le vittoriose sue armi fino a Seleucia, ed a Ctesifone, capitali della monarchia dei Parti. Avrò occasione di parlare di questa guerra nel proprio suo luogo.

[394.] Etiam in Britannis. Era questa la sua giusta ed enfatica espressione. Stor. Aug. 73.

[395.] Erodiano l. III. p. 115. Stor. Aug. p. 68.

[396.] Si può consultare sull'insolenza e sui privilegi de' soldati la Satira XVI falsamente attribuita a Giovenale. Lo stile, e le circostanze di essa m'inducono a credere, che fosse composta sotto il regno di Severo, o di suo figlio.

[397.] Stor. Aug. p. 73.

[398.] Erodiano l. III p. 131.

[399.] Dione l. LXXIV p. 1243.

[400.] Uno degli atti più crudeli ed arditi del suo dispotismo fu la castrazione di cento liberi Romani, alcuni di essi maritati, ed anche padri di famiglia; e questo solamente acciocchè la figlia, nel suo matrimonio con il giovane Imperatore, potesse essere corteggiata da un treno di eunuchi degno di una Regina orientale. Dione l. LXXVI p. 1271.

[401.] Dione l. LXXVI p. 1274 Erodiano l. III p. 188-190. Il Gramatico di Alessandria pare, secondo il solito, molto più istruito di questo misterioso affare, e più certo della colpa di Plauziano, di quel che se ne mostri il Senatore.