Arvaque Sauromatum nuper metata colonis

Vi era una città dei Carpi nella Mesia inferiore.

[244.] Vedi le congratulazioni di Eumenio, scritte in istile di Retore. Panegyr. VII. 9.

[245.] Scaligero (Animadvers. ad Euseb. p. 243.) decide al suo solito, che i Quinquegenziani, o sia le cinque nazioni Affricane, erano le cinque grandi città, la Pentapoli della pacifica Provincia di Cirene.

[246.] Dopo la sua disfatta, Giuliano si trapassò il petto con una spada, e si lanciò immediatamente nelle fiamme, Vittor. in Epitom.

[247.] «Tu ferocissimos Mauritaniae populos, inaccessis montium jugis et naturali munitione fidentes, expugnasti, recepisti, transtulisti.» Panegyr. Vet. VI. 8.

[248.] Vedi la descrizione di Alessandria in Hirtius de Bello Alexandria. c. 5.

[249.] Eutrop. IX. 24. Orosio, VII. 25. Giovanni Malela nella Cron. Antioch. p. 409, 410. Eumenio, però ci assicura, che fu l'Egitto pacificato dalla clemenza di Diocleziano.

[250.] Eusebio (in Chron.) fissa la loro distruzione alcuni anni avanti, ed in un tempo in cui l'Egitto istesso erasi ribellato dai Romani.

[251.] Strabone, l. XVII. p. 1. 172. Pomponio Mela l. I. c. 4: sono curiose le parole: «Intra si credere libet, vix homines magisque semiferi; Ægipanes, et Blemmyes et Satyri.»