[272.] Stor. Armen. l. II. c. 76. Io ho trasferito questa impresa di Tiridate da una disfatta immaginaria a quella reale di Galerio.
[273.] Ammian. Marcell. l. XIV. Il miglio, nelle mani di Eutropio (IX. 24.) di Festo (c. 2.) e di Orosio (VIII. 25.) facilmente si estendeva a diverse miglia.
[274.] Aurel. Vittore. Giornandes de rebus Geticis c. 21.
[275.] Aurelio Vittore dice «Per Armeniam in hostes contendit, quae ferme sola, seu facilior vincendi via est». Egli seguitò la condotta di Traiano, e l'idea di Giulio Cesare.
[276.] Senofonte, Anabasi, l. III. Per questa ragione la cavalleria Persiana si accampava a sessanta stadi dal nemico.
[277.] Il fatto vien riferito da Ammiano, l. XXII. Invece di Saccum, alcuni leggono Scutum.
[278.] I Persiani riconoscevano la superiorità dei Romani nel morale e nella milizia. Eutrop. IX. 24. Ma questo rispetto e gratitudine per i nemici raramente si trovava nelle proprie loro relazioni.
[279.] Il ragguaglio del trattato è preso dai frammenti di Patrizio nell'Excerpta Legationum pubblicato nella collezione Bizantina. Patrizio vivea sotto Giustiniano; ma è evidente dalla natura dei suoi materiali, ch'ei gli avea ricavati da Scrittori più autentici e rispettabili.
[280.] «Adeo Victor» (dice Aurelio) «ut ni Valerius, cujas nudi omnia gerebantur, abnuisset, Romani fasces in provinciam novam ferrentur. Verum pars terrarum tamen nobis utilior quaesita».
[281.] Egli era stato Governatore di Sumio. (Pietro Patrizio in Excerpt. Legat. p. 30.) Pare che Mosè di Corene (Geograph. p. 360.) faccia menzione di questa Provincia che giace all'Oriente del monte Ararat.