[282.] Per un errore del geografo Tolomeo, la situazione di Singara è trasferita dall'Abora al Tigri, il che può aver cagionato l'abbaglio di Patrizio in fissar per limite l'ultimo fiume invece del primo. La linea della frontiera Romana traversava il corso del Tigri senza mai seguitarlo.

[283.] Procopio de Aedificiis. I. II. c. 6.

[284.] Si conviene da tutti di tre di quelle Province, Zadicene, Arzanene, e Carduene. Ma invece delle altre due, Patrizio (in Excerpt. Leg. p. 30.) inserisce Rehimene e Sofene. Io ho preferito Ammiano, (l. XXV. 7.) perchè si potrebbe provare che la Sofene non fu mai nelle mani dei Persiani nè avanti il Regno di Diocleziano, nè dopo quel di Gioviano. Per mancanza di carte esatte, come quelle del Sig. Danville, quasi tutti i moderni, dietro la scorta di Tillemont e di Valesio, hanno immaginato che le cinque Province erano situate di là dal Tigri relativamente alla Persia e non a Roma.

[285.] Senofon. Anabasis l. IV. I loro archi erano lunghi tre cubiti, ed i loro dardi due; essi rotolavano pietre, ciascuna delle quali era il carico solito d'un carro. Trovarono i Greci moltissimi villaggi in quel rozzo paese.

[286.] Al dir di Eutropio (VI. 9 come il testo è rappresentato dai migliori Mss.) la città di Tigranocerta era nell'Arzanene. I nomi e la situazione delle altre tre non possono con certezza indicarsi.

[287.] Si confronti Erodoto, l. I. pag. 27 con Mosè di Corene. Stor. Arm. l. II. p. 84, e la carta dell'Armenia pubblicata dai suoi Editori.

[288.] Hiberi, locorum potentes, Caspia via Sarmatam in Armenios raptim effundunt. (Tacit. Annal. VI. 34). Vedi Strabone Geograf. l. XI. p. 764.

[289.] Pietro Patrizio (in Excerpt. Legat. p. 30.) è il solo scrittore che faccia menzione dell'articolo dell'Iberia in quel trattato.

[290.] Eusebio in Chron. Pagi ad annum. Fino al ritrovamento del trattato de Mortibus Persecutorum, era incerto se il trionfo, ed i Vicennali erano stati celebrati nel tempo stesso.

[291.] Sembra che Galerio in tempo dei Vicennali rimanesse nel suo campo sul Danubio. Vedi Lattanzio de M. P. c. 38.