[362.] Lattanzio de Mort. Persec. c. 39. Ciò nonostante quando Massimiano ebbe deposta la porpora, Costantino gli conservò sempre la pompa e gli onori della dignità Imperiale, e in tutte le pubbliche occasioni dava la dritta al suo suocero. Panegyr. Vet. VII. 15.

[363.] Zosimo L. II. p. 82. Eumen. Panegyr. Veter. VII 16-21. Quest'ultimo ha rappresentato, senza dubbio, tutto l'affare nell'aspetto più vantaggioso pel suo Sovrano; pure anche dalla parziale di lui narrazione possiam concludere, che la ripetuta clemenza di Costantino, ed i reiterati tradimenti di Massimiano, nella maniera in cui vengono descritti da Lattanzio (de M. P. c. 29 30) e copiati da' moderni, non son sostenuti da alcun istorico fondamento.

[364.] Aurel. Vittor. c. 40. Ma quel lago era situato nella Pannonia superiore vicino alle frontiere del Norico; e la Provincia di Valeria (nome che ricevè dalla moglie di Galerio il territorio seccato) è senza dubbio fra il Dravo e il Danubio (Sest. Rufo c. 9.) Io sospetterei dunque che Vittore avesse confuso il lago Pelso con le paludi Volocee, che hanno adesso il nome di lago Sabaton o Balaton. Questo è nel cuore della Valeria, e l'estensione, che ha presentemente, non è minore di 12 miglia d'Ungheria (che sono circa 70 Inglesi) di lunghezza, e due di larghezza. Vedi Severio. Pannonia lib. 1. c. 9.

[365.] Lattanzio (de M. P. c. 33.) ed Eusebio (l. VIII. c. 16.) descrivono gli accidenti ed il progresso di questa infermità con singolare accuratezza, e, per quanto sembra, con piacere.

[366.] Se alcuno tuttavia si dilettasse, come ultimamente fece il Dottor Jortin (Osservazioni sull'Istoria Ecclesiastica vol. II. p. 307-356) di far menzione delle morti maravigliose de' persecutori, io gli raccomanderei di leggere un ammirabil passo di Grozio (Istor. l. VII. p. 332) rispetto all'ultima malattia di Filippo II Re di Spagna.

[367.] Vedi Euseb. l. IX. 6. 10. Lattanz. de M. P. c. 36. Zosimo è meno esatto, ed evidentemente confonde Massimiano con Massimino.

[368.] Vedi il Panegirico VIII, nel quale Eumene alla presenza di Costantino espone la miseria, e la gratitudine della Città di Autun.

[369.] Eutrop. X. 3. Paneg. Vet. VII. 10, 11, 12. Furono in simil guisa esposti molti giovani Franchi alla stessa crudele ed ignominiosa morte.

[370.] Giuliano esclude Massenzio dal banchetto de' Cesari con abborrimento e disprezzo, e Zosimo (l. II. p. 85) l'accusa di ogni specie di crudeltà e di scelleratezza.

[371.] Zosimo l. II. p. 83-85. Aurelio Vittore.