(Nelle Mescolanze di Gibbon si trova un passo in cui egli discute più a lungo questa spinosa quistione, e rimansi indeciso tra Tito Livio e Polibio, tra il monte Ginevro e il Gran-S. Bernardo. Ma dopo di lui il generale inglese Melville e Deluc, figlio, hanno scoperto e dimostrato che Annibale passò in Italia per l'Alpe greca, ossia del Piccolo San Bernardo, passaggio de' più frequentati abantiquo, ed il più comodo, secondo Ebel, che in tutta la giogaia delle Alpi vi sia. Vedi parimente una bella dissertazione del Rezzonico, Tom. I. delle sue Opere.)
[382.] La Brunetta vicino a Susa, Demont, Exiles, Fenestrelle, Coni, ec.
[383.] Vedi Ammian. Marcellin. XV. 10. La descrizione, che egli fa delle strade sulle Alpi, è chiara, vivace ed esatta.
[384.] Zosimo ugualmente ch'Eusebio trascorrono dal passaggio delle Alpi alla decisiva battaglia vicino a Roma. Dobbiamo riportarci a due Panegirici per le azioni che fece Costantino nel tempo di mezzo.
[385.] Il Marchese Maffei ha esaminato l'assedio e la battaglia di Verona con quella dose di attenzione e di accuratezza, che meritava un'azione memorabile successa nel di lui paese nativo. Le fortificazioni di quella città, costruite da Gallieno, erano meno estese delle moderne mura, nè l'anfiteatro si trovava dentro il recinto di quelle. Vedi Verona illustrata: Part. I. p. 142-150.
[386.] Mancavano le catene per tanta moltitudine di schiavi, nè sapevasi qual partito prendere nel consiglio; ma il sagace conquistatore felicemente immaginò l'espediente di convertire in ferri lo spade de' vinti. Paneg. Vet. XI. 11.
[387.] Paneg. Vet. IX. 10.
[388.] Literas calamitatum suarum indices supprimebat. Panegyr. Vet. IX. 15.
[389.] Remedia malorum potius quam mala differebat; così censura Tacito acutamente la supina indolenza di Vitellio.
[390.] Il Marchese Maffei ha ridotto all'ultima probabilità che Costantino fosse per anco a Verona il primo di settembre dell'anno 312 e che la memorabil Era delle indizioni avesse principio dalla conquista ch'ei fece della Gallia Cisalpina.