[456.] Pene omnes Christum Deum sub legis observatione credebant Sulpic. Sever. II. 31. Vedi Euseb. Hist. Eccl. l. IV. c. 5.
[457.] Mosheim. de rebus Christ. ante Constantinum M. p. 153. In quest'opera magistrale, ch'io avrò occasione di citare frequentemente, egli parla con molta maggior estensione dello stato della primitiva Chiesa, di quel che abbia luogo di farlo nella sua Storia generale.
[458.] Euseb. (l. III. c. 5.) Le Clerc. (Hist. Eccl. p. 605.) Nel tempo di quest'accidentale assenza la Chiesa di Pella col proprio Vescovo ritenne sempre il nome di Gerusalemme. Nella istessa guisa i Pontefici Romani risederono per settant'anni in Avignone, ed i Patriarchi d'Alessandria da gran tempo han trasferito al Cairo la sede loro Episcopale.
[459.] Dion. Cassio (l. LXIX). Attesta l'esilio della nazione Giudaica da Gerusalemme Aristone di Pella (ap. Enseb. l. IV. c. 6) e ne fanno menzione molti scrittori ecclesiastici: sebbene alcuni di loro estendano troppo incautamente questa proibizione a tutta la Palestina.
[460.] Euseb. (l. IV. c. 6). Sulpic. Severo. II. 31. Mosemio confrontando insieme i loro imperfetti racconti (p. 327) ha formata una ben distinta istoria delle circostanze, e de' motivi di questa rivoluzione.
[461.] Sembra che le Clerc (Hist. Eccl. p. 477, 535.) abbia raccolto da Eusebio, Girolamo, Epifanio, ed altri scrittori, tutte le principali circostanze relative a' Nazareni o Ebioniti. Per la natura stessa delle lor opinioni si divisero ben presto in due Sette, una più rigorosa, l'altra più dolce; e v'è qualche motivo di congetturare, che la famiglia di Gesù Cristo si trovasse fra' membri almeno del secondo più moderato partito.
[462.] Alcuni scrittori han voluto creare un Ebione, immaginario autore della Setta, e del nome di essi: ma con maggior sicurezza può credersi all'erudito Eusebio che al veemente Tertulliano, o al credulo Epifanio. Secondo le Clerc, la parola Ebraica Ebionim corrisponde alla Latina Paupares. Vedi (Hist. Eccl. p. 477.)
[463.] Vedi il Dialogo molto curioso di Giustino martire con Trifone giudeo. Seguì conferenza fra loro in Efeso al tempo di Antonino Pio, a circa venti anni dopo il ritorno della Chiesa di Pella in Gerusalemme. Per questa data si consulti ciò che nota diligentemente il Tillemont (Memoir. Eccles. Tom. II. p. 54).
[464.] Fra tutte le Sette Cristiane quella dell'Abissinia è la sola, che sempre osserva i riti Mosaici (Ist. Ecclesiast. di Etiopia di Geddes, e dissertazione di le Grand sulla relazione del P. Lobo). L'eunuco della Regina Candace potrebbe somministrare qualche sospetto; ma siccome siam certi (Socrat. I. 19; Sozomen. II. 24. Ludolph. p. 281) che gli Etiopi non furon convertiti prima del quarto secolo, è più ragionevol di credere ch'essi venerassero il sabbato, e distinguessero i cibi vietati ad imitazione de' Giudei, che molto per tempo si erano stabiliti sopra ambe le rive del Mar Rosso. Era stata praticata la circoncisione da' più antichi Etiopi per motivi di pulizia e di salute, come sembra esser dimostrato nelle Ricerche filosofiche su gli Americani. (Tom. II. p. 117).
[465.] Beausobre (Hist. du Manicheisme l. I. c. 3) ha determinato le lor' obbiezioni, specialmente quelle di Fausto, avversario di Agostino, colla più dotta imparzialità.