Ecclesiarum in angulis,

Et summa pietas creditur

Nudare dulces liberos.

Prudent πἐρι στεφανων Hymn. 2.

La susseguente condotta del Diacono Lorenzo prova solo qual uso propriamente si facesse della ricchezza nella Chiesa Romana: questa era senza dubbio molto considerabile; ma Fra Paolo (c. 3.) pare, ch'esageri quando suppone, che i successori di Commodo furono mossi a perseguitare i Cristiani per l'avarizia di loro medesimi, e de' lor Prefetti del Pretorio.

[574.] Ciprian. Epist., 62.

[575.] Tertullian. de praescript. c. 30.

[576.] Diocleziano fece un rescritto, che non è che una dichiarazione dell'antica legge. »Collegium, si nullo speciali privilegio subnixum sit, haereditatem capere non posse dubium non est.» Fra Paolo (c. 4.) crede che questi regolamenti dopo il regno di Valeriano fossero molto trascurati.

[577.] Hist. August. p. 131. Il fondo era stato pubblico, ed allora si disputava fra la società de' Cristiani e quella de' macellai.

[578.] Constit. Apostol. II 35.