[369.] Cod. Theod. l. V. Tit. IX. X. XI. Cod. Justin. l. XI. Tit. LXIII. Coloni appellantur, qui conditionem debent genitali solo, propter agriculturam sub dominio possessorum August. De Civ. Dei l. X. c. 1.

[370.] L'antica giurisdizione di (Augustodunum) Autun in Borgogna, capitale degli Edui, comprendeva l'adiacente territorio di (Noviodunum) Nevers. Vedi Danville, Not. de l'anc. Gaul. p. 491. Le due Diocesi d'Autun e di Nevers adesso sono composte la prima di 110 e l'altra di 160 Parrocchie. I registri delle nascite, tenuti per undici anni in 476 Parrocchie della medesima Provincia di Borgogna, e moltiplicati secondo la moderata proporzione per 25. (Vedi Messance, Ricerche sulla popolaz. p. 142) ci autorizzano ad assegnare il numero netto di 656 persone ad ogni parrocchia, il qual numero venendo moltiplicato per le 770 parrocchie della Diocesi di Nevers, e d'Autun, produrrà la somma di 505,120 persone per l'estensione del paese una volta occupato dagli Edui.

[371.] Si può fare un'aggiunta di 301,750 abitanti per le Diocesi di Scialon (Cabillonum) e di Macon (Matisco); poichè l'una contiene 200 Parrocchie e l'altra 260. Potrebbe giustificarsi quest'aumento di territorio con molte speciose ragioni. 1. Scialon e Macon erano senza dubbio comprese nella primitiva giurisdizione degli Edui (vedi Danville Not. p. 187, 443). 2. Nella Notizia di Gallia si trovan notate non come Civitates, ma solo come Castra. 3. Non sembra che sieno state sedi Episcopali prima del quinto e del sesto secolo. Contuttocciò v'è un passo d'Eumenio (Paneg. vet. VIII. 7) che con gran forza m'impedisce d'estendere il territorio degli Edui, nel regno di Costantino, lungo le belle rive della navigabile Saona.

[372.] Eumen. in Paneg. Vet. VIII. 11.

[373.] L'Ab. Dubos Hist. Crit. de la M. F. Tom. I. p. 121.

[374.] Vedi Cod. Theod. lib. XIII. Tit. I. c. IV.

[375.] Zosimo l. II. p. 115. Probabilmente si trova negli attacchi di Zosimo tanta passione e pregiudizio, quanta nella elaborata difesa fatta della memoria di Costantino dallo zelante dottor Howel Ist. del Mond. Vol. II. p. 20.

[376.] Cod. Theod. l. XI. Tit. VII. leg. 3.

[377.] Vedi Lips. De Magnitud. Rom. l. II. c. 9. La Spagna Tarragonese presentò all'Imperator Claudio una corona d'oro di settecento libbre di peso, e la Gallia un'altra di novecento. Ho seguìto la ragionevole correzione di Lipsio.

[378.] Cod. Theod. l. XII. Tit. XIII. I Senatori si supponevano esenti dall'aurum coronarium; ma l'oblatio auri, che si esigeva dalle lor mani, era precisamente dell'istessa natura.