[413.] Eusebio (l. IV. c. 51, 52) con animo d'esaltare l'autorità e la gloria di Costantino, afferma, ch'esso divise il Romano Impero, come avrebbe potuto un cittadino privato dividere il suo patrimonio. Può rilevarsi la divisione, ch'ei fece delle Province da Eutropio, da' due Vittori, e dal frammento Valesiano.
[414.] Per la vigilanza di Dalmazio fu preso Calosero, ch'era l'oscuro capo di questa ribellione o piuttosto tumulto, e bruciato vivo nella pubblica piazza di Tarso. Vedi Vittore il Vecchio, la Cronica di Girolamo, e le dubbiose tradizioni di Teofane e di Cedreno.
[415.] Il Cellario ha raccolto le opinioni degli antichi rispetto alla Sarmazia Europea ed Asiatica; e il Danville le ha applicate alla Geografia moderna, con l'avvedimento e coll'esattezza che sempre distinguono quell'eccellente scrittore.
[416.] Ammiano l. XVII. c. 12. I cavalli Sarmati eran castrati per prevenire i dannosi accidenti, che avrebber potuto produrre le forti e indomabili passioni de' maschi.
[417.] Pausania l. I. p. 50. Edit. Hulm. Quel diligente viaggiatore aveva esaminato con attenzione una corazza sarmatica, che si conservava nel tempio d'Esculapio in Atene.
Aspicis et mitti sub adunco toxica ferro
Et telum caussas mortis habere duas.
Ovid. ex Pont. l. IV. ep. 7. v. 7.
Vedi nelle Ricerche sopra gli Americani (Tom. II p. 236, 271) una dissertazione molto curiosa intorno a' dardi avvelenati. Il veleno traevasi ordinariamente dal regno vegetabile; ma quello, che usavan gli Sciti, par che fosse tratto dalla vipera con una mistura di sangue umano. L'uso delle armi avvelenate, che si è trovato diffuso in ambedue i mondi, non ha mai preservato una tribù di selvaggi dalle armi di un disciplinato nemico.