Saturni aurea, saecula quis requirat?
Sunt haec gemmea, sed Neroniana.
Sidon. Apollinar. V. 8.
Egli è un poco singolare, che questi satirici versi fossero attribuiti non ad un oscuro compositor di libelli, o ad un disgustato patriotta, ma ad Ablavio primo ministro e favorito dell'Imperatore. Noi possiamo adesso conoscere, che le imprecazioni del popolo Romano eran dettate dall'umanità non meno che dalla superstizione. Zosim. t. II. p. 105.
[408.] Euseb. Orat. in Constant. c. 3. Queste date son corrette abbastanza da giustificar l'Oratore.
[409.] Zosim. l. II. p. 117. Sotto i predecessori di Costantino Nobilissimus era un epiteto indeterminato piuttosto che un fisso e legittimo titolo.
[410.] Adstruunt nummi veteres ac singulares; Spanem. de us. num. Diss. XII. Vol. II. p. 357. Ammiano parla di questo Romano Re (l. XIV. c. I. e Vales. Ib.). Il Frammento Valesiano lo chiama Re de' Re, e la Cronica Pasquale p. 286. usando la Parola Ρηγα, aggiunge peso alla testimonianza Latina.
[411.] La sua destrezza negli esercizi marziali è celebrata da Giuliano Orat. I. p. 11. Orat. II. p. 53. e confessata da Ammiano l. XXI. c. 16.
[412.] Euseb. in vit. Const. l. IV. c. 51. Julian. Orat. I. p. 11. 16. coll'elaborato Comentario di Spanemio. Libanio Orat. III. p. 109. Costanzo studiò con lodevol diligenza; ma la lentezza della sua fantasia gl'impedì di far progressi nell'arte della poesia o anche della rettorica.