[399.] Voltaire Hist. de Pierre le Grand, P. 2. c. 10.

[400.] Ad oggetto di provare, che da Costantino fu eretta la Statua, e dipoi nascosta dalla malizia degli Arriani, Codino con molta facilità inventa (p. 34) due testimonj, Ippolito ed Erodoto il Giovane, alle immaginarie storie de' quali con fiducia sfacciata si riferisce.

[401.] Zosimo (l. II. p. 103) si può considerar come il nostro originale. L'accorgimento de' moderni, assistito da qualche cenno che ne han dato gli antichi, ha illustrato e migliorato l'oscura ed imperfetta di lui narrazione.

[402.] Filostorgio l. II. c. 4. Zosimo (l. II. p. 104, 116) attribuisce a Costantino la morte di due mogli; cioè dell'innocente Fausta, e d'un'adultera, ch'era madre de' tre successori di lui. Secondo Girolamo passaron tre o quattro anni fra la morte di Crispo e quella di Fausta. Vittore il Vecchio osserva un prudente silenzio.

[403.] Se Fausta fu privata di vita, è ragionevol di credere, che il teatro della sua esecuzione fossero i privati appartamenti del palazzo. L'oratore Grisostomo compiacque la sua fantasia con esporre l'Imperatrice nuda in un deserto monte, ad essere divorata dalle fiere.

[404.] Giulian. Orat. I. Par ch'egli la chiami madre di Crispo. Ella potè forse prender quel titolo per adozione. Almeno non si risguardava come mortale di lui nemica. Giuliano paragona la fortuna di Fausta a quella di Parisatide Regina di Persia. Un Romano si sarebbe dovuto rammentare più naturalmente Agrippina seconda.

Et moi qui sur le trône ai suivi mes ancètres;

Moi fille, femme, soeur, et mère de vos maitres.

[405.] Monod. in Constant. Jun. c. 4 ad calc. Eutrop. Edit. Havercamp. L'oratore la chiama la più divina e pia delle Regine.

[406.] Interfecit numerosos amicos Eutrop. XX. 6.