[389.] Euseb. Hist. Eccles. l. X. c. 9. Eutropio (X. 6.) lo chiama egregium virum; e Giuliano (Orat. I) assai chiaramente allude alle imprese di Crispo nella guerra civile. Vedi Spanem. Coment. p. 92.

[390.] Si confronti Idacio e la Cronica Pasq. con Ammiano l. XIV. c. 5. Sembra che l'anno, in cui Costanzo fu creato Cesare, sia con più accuratezza fissato da due Cronologisti; ma l'istorico, il quale visse nella sua Corte, non poteva ignorare il giorno anniversario. Quanto alla deputazione del nuovo Cesare alle Province della Gallia vedi Giuliano Orat. I p. 12. Gotofredo Cronol. leg. p. 26. Blondello del Primat. della Chies. pag. 1183.

[391.] Cod. Theod. l. IX. Tit. IV. Gotofredo sospetta i segreti motivi di questa legge. Coment. Tom. III. pag. 9.

[392.] Du Cange Fam. Byzant. p. 58. Tillemont Tom. IV. p. 610.

[393.] Il suo nome era Porfirio Ottaviano. Si stabilisce la data del suo panegirico, scritto secondo il gusto di quel tempo in bassi acrostici, da Scaligero ad Euseb. p. 250. da Tillemont Tom. IV. p. 607 e dal Fabricio Bibl. Latin. l. IV. c. 1.

[394.] Zosim. l. II. 103. Gotofred. Chronolog. leg. pag. 28.

[395.] Ἀκριτως senza processo è la forte e più probabilmente giusta espressione di Svida. Vittore il Vecchio, che scrisse nel regno seguente, dice con conveniente cautela: natu grandior incertum qua, causa patris judicio occidisset. Se noi consultiamo gli scrittori posteriori, come Eutropio, Vittore il Giovane, Orosio, Girolamo, Zosimo, Filostorgio e Gregorio di Tours, sembra che la cognizione, che hanno di questo fatto, vada a grado a grado crescendo a misura che dovevan diminuire i mezzi d'esserne informati: circostanza, che frequentemente s'incontra nelle istoriche ricerche.

[396.] Ammiano (l. XIV. c. II) adopera l'espression generale peremptum. Codino (p. 34) dice, che il Principe fu decapitato; ma Sidonio Apollinare (Epist. V. 8), forse per fare un'antitesi al bagno caldo di Fausta, vuol piuttosto che gli fosse dato un sorso di freddo veleno.

[397.] Sororis filium commodae indolis juvenem. Eutrop. X. 6. Non sarebb'egli permesso di congetturare, che Crispo avesse sposato Elena, figlia dell'Imperator Licinio, e che in occasione del felice matrimonio della Principessa fatto nell'anno 322, Costantino avesse accordato un generale perdono? Vedi Du Cange (Fam. Byzant. p. 47) e la legge (l. IX. Tit. XXXVII) del Codice Teodosiano che ha tanto imbarazzato gl'Interpreti. Gotofred. Tom. III p. 297.

[398.] Vedi la vita di Costantino specialmente nel l. II. c. 19, 20. Evagrio dugento cinquant'anni dopo (l. III. c. 41.) dedusse dal silenzio d'Eusebio un vano argomento contro la verità del fatto.