[469.] Vittore il Vecchio descrive in una maniera patetica la misera condizione di Roma. Cujus stolidum ingenium adeo P. R. patribusque exitio fuit, uti passim domus, fora, viae, templaque cruore, cadaveribusque opplerentur bustorum modo. Atanasio Tom. I. (p. 677) deplora la morte di molte illustri vittime, e Giuliano (Orat. II. p. 58) rammenta con esecrazione la crudeltà di Marcellino implacabil nemico della casa di Costantino.
[470.] Zosim. l. II. p. 133. Vittore in Epitom. I panegiristi di Costanzo, col solito loro candore, omettono di far menzione di quest'accidentale disfatta.
[471.] Zonara Tom. II. l. XIII. p. 17. Giuliano in diversi luoghi di due orazioni si diffonde sulla clemenza di Costantino verso i ribelli.
[472.] Zosimo l. II. p. 133. Giuliano Orat. I. p. 40, II. 74.
[473.] Ammiano XV. 6. Zosimo l. II. p. 133. Giuliano, che (nell'Oraz. I. p. 40) inveisce contro i crudeli effetti della disperazion del Tiranno, rammenta (Orat. I. p. 34) gli opprimenti editti, che furon dettati dalla necessità, o dall'avarizia di esso. I suoi sudditi furon costretti a comprare i beni Imperiali; specie di proprietà dubbia e pericolosa, che in caso di rivoluzione avrebbe potuto loro imputarsi come una condannabile usurpazione.
[474.] Le medaglie di Magnenzio celebrano le vittorie di due Augusti e del Cesare. Quest'ultimo era un altro fratello chiamato Desiderio. Vedi Tillemont Hist. des Emp. Tom. IV. p. 757.
[475.] Giuliano Orat. I. p. 40, II. p. 74 con Spanem. p. 263. Il comentario di questo illustra i fatti di quella guerra civile. Mons Seleusi era un picciol luogo nelle alpi Cozie poche miglia distante da Vapincum, o Gap, città Episcopale del Delfinato. Vedi Danville Not. de la Gaule p. 464, e Longuerue Descript. de la France p. 327.
[476.] Zosimo l. II. p. 134. (Liban. Orat. X. p. 268, 269). Quest'ultimo con gran veemenza critica tal crudele ed appassionata politica di Costanzo.
[477.] Giuliano Orat. I. p. 46. Zosimo l. II. p. 134. Socrate l. II. c. 32. Sozomeno l. IV. c. 7. Vittore il Giovane descrive la sua morte con alcune orride circostanze: Transfosso latere, ut erat vasti corporis, vulnere, naribusque, et ore cruorem effundens exspiravit. Se può darsi fede a Zonara, il Tiranno, avanti di spirare, ebbe il piacere d'uccidere colle sue proprie mani sua madre e Desiderio di lui fratello.
[478.] Sembra che Giuliano (Orat. p. 58, 59) sia incerto nel determinare, se egli da se stesso si desse la pena de' suoi delitti, o se annegossi nel Dravo, o se da' vendicatori Demonj fu trasportato dal campo di battaglia al luogo degli eterni tormenti a lui destinato.