[459.] Busbechio (p. 112.) attraversò la bassa Ungheria e Schiavonia in un tempo, in cui erano esse ridotte quasi ad un deserto dalle reciproche ostilità de' Cristiani e de' Turchi. Pure con maraviglia rammenta l'insuperabile fertilità del terreno; ed osserva, che l'altezza dell'erba era sufficiente a nascondere un carro carico alla sua vista. Vedi anche Browne Viagg. nella Collezione di Harris. Vol. II. (p. 762. ec.).
[460.] Zosimo fa un ampio racconto della guerra e della negoziazione (l. II. p. 123-130). Ma siccome non si dimostra nè soldato nè politico, la sua storia dee ponderarsi con attenzione, ed ammettersi con cautela.
[461.] Questo riguardevole ponte, ch'è fiancheggiato con torri, e fondato su grossi pali di legno, fu costruito l'anno 1566 dal Sultano Solimano per facilitare la marcia de' suoi eserciti nell'Ungheria. Vedi Browne Viagg. e Busching Sistem. di Geogr. Vol. II. p. 90.
[462.] Questa positura e le successive evoluzioni son chiaramente, sebbene in breve, descritte da Giuliano (Orat. I. p. 36).
[463.] Sulpic. Sever. l. II. 405. L'Imperatore passò la giornata in preghiere con Valente, Vescovo Arriano di Mursa, che guadagnò la sua confidenza con annunciargli l'evento della battaglia. Il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. IV. p. 1110) osserva molto a proposito il silenzio di Giuliano rispetto al personal valore di Costanzo nella battaglia di Mursa. Il silenzio dell'adulazione qualche volta equivale alla più positiva ed autentica prova.
[464.] Giuliano Orat. I. p. 36 ed Orat. II. p. 59, 60. Zonara Tom. II. l. XIII. p. 17. Zosim. l. II. p. 130, 133. Quest'ultimo celebra la destrezza dell'arcier Menelao, che poteva scagliare tre dardi nel medesimo tempo; vantaggio, che secondo la sua idea degli affari militari, materialmente contribuì alla vittoria di Costanzo.
[465.] Secondo Zonara, Costanzo di 80000 uomini che aveva, ne perdè 30000 e Magnenzio 24000 di 36000. Gli altri articoli di questo racconto sembran probabili ed autentici; ma nel numero dell'armata del Tiranno dev'essersi fatto sbaglio o dall'autore o da' copisti. Magnenzio aveva raccolto tutte le forze d'Occidente sì de' Romani che de' Barbari in un formidabile corpo, che non può giustamente stimarsi minore di 100,000 uomini. Giulian. Orat. I. p. 34, 35.
[466.] Ingentes R. I. vires ea dimicatione consumptae sunt ad quaelibet bella externa idonea, quae multum triumphorum possent, securitatisque conferre. Eutrop. X. 13. Vittore il Giovane s'esprime nell'istessa guisa.
[467.] In quest'occasione dobbiam preferire la non sospetta testimonianza di Zosimo e di Zonara alle lusinghiere asserzioni di Giuliano. Vittore il Giovane dipinge in un singolare aspetto il carattere di Magnenzio. Sermonis acer, animi tumidi, et immodice timidus; artifex tamen ad occultandam audaciae specie formidinem. È egli più verisimile, che nella battaglia di Mursa la sua condotta fosse governata dalla natura o dall'arte? Io inclinerei alla seconda.
[468.] Julian. Orat. I. p. 38 39. In quel luogo non meno che nell'Oraz. II. p. 97 egli esprime la general disposizione del senato, del popolo, e de' soldati dell'Italia in favore dell'Imperatore.