[449.] Giuliano Orat. I. et II. Zosim. l. II. (p. 134.) Vittore nell'Epit. V'è ragione di credere, che Magnenzio fosse nato in una di quelle colonie barbare, che Costanzo Cloro avea stabilite nella Gallia. La sua condotta può farci sovvenire del famoso patriotta Simone di Montfort, Conte di Leicester, che potè persuadere il buon popolo d'Inghilterra, ch'esso, Francese di nascita, aveva preso le armi par liberarlo dagli estranei favoriti.

[450.] Quest'antica città era una volta fiorita col nome d'Illiberis (Pompon. Mela II. 5.) La munificenza di Costantino le diede nuovo splendore, ed il nome della propria madre. Elena (che ha tuttavia il nome di Elne) divenne Sede Episcopale, ed il Vescovo di essa dopo lungo tempo trasferì la sua residenza a Perpignano, capitale del moderno Rossiglione. Vedi D'Anville (Not. de l'anc. Gaul. p. 380.) Longuerue Descript. de la Franc. (p. 223) e la Marca Ispanica.

[451.] Zosimo l. II. (p. 119, 120) Zonara Tom. II. l. XIII. (p. 13) e gli Abbreviatori.

[452.] Eutropio (X. 10) rappresenta Vetranione con più moderazione, e probabilmente con più verità de' due Vittori. Esso era nato di oscuri parenti nelle più selvagge parti della Mesia; e la sua educazione era stata tanto negletta, che dopo il suo innalzamento studiò l'alfabeto.

[453.] Giuliano descrive nella sua prima Orazione la dubbiosa e fluttuante condotta di Vetranione, ed accuratamente la spiega Spanemio, che discute la situazione ed il contegno di Costantina.

[454.] Vedi Pietro Patrizio nell'Excerpt. Legation. (p. 27).

[455.] Zonara (T. II l. XIII. p. 16.) La situazione di Sardica, vicina alla moderna città di Sofia, sembra meglio adattata a questo congresso, che la situazione o di Naisso o di Sirmio, dove si pone da Girolamo, da Socrate, e da Sozomeno.

[456.] Vedi le due prime Orazioni di Giuliano, specialmente a p. 31 e Zosimo (l. II p. 122.) La distinta narrazione dell'Istorico serve ad illustrare le diffuse ma indeterminate descrizioni dell'Oratore.

[457.] Vittore il Giovane dà al suo esilio l'enfatico nome di voluptarium otium. Socrate (l. II. c. 18) è garante della corrispondenza coll'Imperatore la quale parrebbe provare che Vetranione era in vero prope ad stultitiam simplicissimus.

[458.] Eum Constantius .... facundiae vi dejectum imperio in privatum otium removit. Quae gloriam post natum Imperium soli processit eloquio, clementiaque etc. Aurelio Vittore, Giuliano e Temistio adornano questo fatto co' più artificiosi e vivi colori della loro rettorica.