[439.] Noi prenderemo da Eutropio l'idea generale di questa guerra X. 10. A Persis enim multa et gravia perpessus, saepe captis oppidis, obsessis urbibus, coesis exercitibus, nullumque et contra Saporem prosperum praelium fuit, nisi quod apud Singaram etc. Quest'ingenua narrazione vien confermata da' cenni, che ne danno Ammiano, Rufo, e Girolamo. Le due primo Orazioni di Giuliano, e la terza di Libanio ce ne presentano una più lusinghiera pittura; ma la ritrattazione di ambedue quegli oratori dopo la morte di Costanzo, nel tempo che ci rimette in possesso della verità, infama il loro carattere e quello dell'Imperatore. Il Comentario di Spanemio sulla prima orazione di Giuliano contiene una profusa erudizione. Vedansi ancora le giudiziose osservazioni di Tillemont. Hist. des Emper. Tom. IV. p. 656.

[440.] Acerrima nocturna concertatione pugnatum est, nostrorum copiis ingenti strage confessis. Ammiano XVIII. 5. Vedi anche Eutropio X. 10. e Sesto Rufo c. 27.

[441.] Libanio Orat. III. p. 133 con Giuliano Orat. I. p. 24 ed il Coment. di Spanemio p. 179.

[442.] Vedi Giuliano Orat. I. p. 27, Orat. II. p. 62 col Comentario di Spanemio (p. 188-202), che illustra le circostanze e determina l'epoca de' tre assedj di Nisibi. S'esaminano anche le date di essi dal Tillemont (Hist. des Emper. Tom. IV. p. 668, 671, 674) e qualche cosa s'aggiunge da Zosimo (l. III. p. 151) e dalla Cronica Alessandrina (p. 290.)

[443.] Sallust. Fragm. LXXXIV. edit. Brosses. Plutar. in Lucul. (Tom. III. p. 184.) Nisibi è presentemente ridotta a centocinquanta case; le terre paludose producon riso, ed i fertili prati, fino a Mosul ed al Tigri, son coperti dalle rovine della città e de' villaggi. Vedi Niebuhr (Viag. Tom. II. p. 300-309.)

[444.] I miracoli, che Teodoro (l. II. c. 30) ascrive a S. Giacomo, Vescovo d'Edessa, furono almeno fatti per una causa che lo meritava, cioè per la difesa della patria. Egli comparve sulle mura in forma del Romano Imperatore, e mandò un'armata di zanzare a punger le trombe degli elefanti, e a sconfigger l'esercito del nuovo Sennacherib.

[445.] Giulian. Orat. I. p. 27. Quantunque Niebuhr, (Tom. II. p. 307) assegni un gonfiamento molto considerabile al Migdonio, sopra del quale vide un ponte di dodici archi, nonostante è difficile di capire quanto paralello di un piccol ruscello con un gran fiume. Nella descrizione di queste stupende operazioni d'acqua si trovano molte circostanze oscure, e quasi non intelligibili.

[446.] Noi dobbiamo a Zonara (com. II l. XIII. p. 11) la notizia di tale invasione de' Massageti, ch'è perfettamente coerente alla serie generale degli avvenimenti a' quali siamo condotti oscuramente dall'interrotta storia d'Ammiano.

[447.] Si riferiscono le cause e gli avvenimenti di questa guerra civile con molta ambiguità e contraddizione. Io ho seguìto specialmente Zonara e Vittore il Giovane. Il monodio pronunziato in occasione della morte di Costantino (ad calcem Eutropii edit. Havercamp.) potrebbe averci date molte notizie; ma la prudenza ed il cattivo gusto impegnarono l'Oratore a diffondersi in una vaga declamazione.

[448.] Quarum (Gentium) obsides pretio quaesitos pueros venustiores, quod cultius habuerat, libidine hujusmodi arsisse pro certo habetur. Se non si fosse reso pubblico il gusto depravato di Costante, Vittore il Vecchio, che occupava un posto considerabile nel regno del fratello di lui, non l'avrebbe asserito in termini sì positivi.