[491.] Si contiene il racconto più autentico dell'educazione e delle avventure di Giuliano nell'epistola, o manifesto, ch'egli stesso indirizzò al Senato ed al Popolo d'Atene. Libanio (Orat. Parental.) dal canto de' Pagani, e Socrate (l. II. c. 1) da quello de' Cristiani ce ne han conservate molte interessanti particolarità.
[492.] Quanto alla promozione di Gallo, vedi Idacio, Zosimo, ed i due Vittori. Secondo Filostorgio (l. IV. c. 1.). Teofilo, Vescovo Arriano, fu il testimone, e come il garante di questo solenne trattato. Egli sostenne tal carattere con generosa fermezza; ma il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. IV. p. 1120) crede molto improbabile che un Eretico possedesse una tale virtù.
[493.] Sul principio fu permesso a Giuliano di proseguire i suoi studi in Costantinopoli; ma la riputazione, ch'egli acquistava, presto eccitò la gelosia di Costanzo, e fu avvisato il giovane Principe di ritirarsi ne' meno cospicui teatri della Bitinia e della Jonia.
[494.] Vedi Giulian. ad S. P. Q. A. 271. Girol. in Chron. Aurel. Vitt. Eutrop. X. 14. Io copierò le parole d'Eutropio, che scrisse il suo compendio circa quindici anni dopo la morte di Gallo, quando non v'era più alcun motivo o di adulare, o di deprimere il suo carattere: Multis incivilibus gestis Gallos Caesar... vir natura ferox, et ad tyrannidem pronior, si suo jure imperare licuisset.
[495.] Megaera quidem mortalis, inflammatrix saevientis assidua, humani aruoris avida etc. Ammian. Marcellin. l. XIV. c. 1. La sincerità d'Ammiano non gli permetterebbe di alterare i fatti, o i caratteri; ma l'amore, che ha per gli ambiziosi ornamenti, spesso lo conduce ad una veemenza d'espressione non naturale.
[496.] Il nome di questo era Clemazio d'Alessandria, e l'unico suo delitto fu l'aver ricusato di soddisfare a' desiderj della sua suocera, che ne sollecitò la morte, perchè era restato deluso il suo amore. Ammiano l. XIV. c. 1.
[497.] Vedi in Ammiano (l. XIV. c. 1, 7) un ampio ragguaglio delle crudeltà di Gallo. Giuliano suo fratello (p. 272) ci fa conoscere, ch'erasi formata una segreta cospirazione contro di lui; e Zosimo nomina (l. II. p. 135) le persone impegnate in quella, vale a dire un ministro di ragguardevol grado, ed alcuni oscuri agenti, che avevan risoluto di fare la loro fortuna.
[498.] Zonara (l. XIII. T. II. p. 17, 18.). Gli assassini avevano sedotto un gran numero di legionari; ma i loro disegni furono scoperti e rivelati da una vecchia, nella capanna della quale alloggiavano.
[499.] Nel testo attuale d'Ammiano si legge: asper quidem, sed ad lenitatem propensior, che forma un non senso contraddittorio. Valesio coll'aiuto d'un vecchio manoscritto ha corretta la prima di queste corruzioni, e si vede qualche raggio di lume, sostituendovi la parola vafer. Se ci arrischiamo a cangiare lenitatem in levitatem, quest'alterazione d'una sola lettera renderà tutto il passo chiaro e corrente.
[500.] In vece d'esser costretti a raccoglier da varj fonti sparse ed imperfette notizie, entriamo adesso nel pieno corso dell'istoria d'Ammiano, nè abbiam bisogno di riferire, che il settimo ed il nono capitolo del suo libro decimoquarto. Non dee però interamente ommettersi Filostorgio (l. III. c. 28) sebbene parziale per Gallo.