La Chiesa nacque nella Giudea, e nacque nella persecuzione, che spesso da S. Luca vien detta magna. Passata appena nel regno dell'Idolatria sotto lo stesso Tiberio, i Cristiani, oscuramente conosciuti, venivano puniti in virtù di due leggi stabilite da molto tempo nell'Impero contro i culti stranieri, e contro i maleficj. Abbiamo fondamento di credere, che Tiberio accordasse la sua protezione ai seguaci dell'Evangelio, ma eglino non si lodano di Caligola e di Claudio, come di quello. Le predette leggi sotto costoro servivano di pretesto ai sacerdoti, ai filosofi, al popolo di perseguitare i Cristiani.

Nerone nel decimo anno del suo regno fu indubitatamente il primo a dichiarare la persecuzione che durò 4 anni quanti egli ne sopravvisse. Galba regnò 7 mesi, poco meno Ottone, e 15 Vitellio, che fu sempre in guerra con Vespasiano, il quale governò 10 anni, e 2 Tito. I nominati Principi non fecero editti di persecuzione; ma ella si esercitava tacitamente e diveniva più violenta a misura che i progressi del Cristianesimo recavano maggior gelosia e timore ai cultori degl'Idoli.

Domiziano che resse l'Impero 15 anni solamente, negli ultimi pubblicò il suo editto contro i Cristiani, che fu rivocato o da lui stesso o da Nerva, il quale diede alla Chiesa due anni di respiro. La persecuzione di Traiano durò 19 anni, prima più ampia in vigore delle antiche leggi, e poi più ristretta, ma renduta regolare e stabile dal di lui rescritto. Sulle di lui orme camminò Adriano nel principio del suo governo: in seguito mitigò, ma non abolì il sistema del suo predecessore; sicchè ne' 21 anni della sua amministrazione la Chiesa fu da non pochi Martiri illustrata. Antonino Pio lasciò per qualche tempo vessare i Cristiani a discrezione de' lor nemici: ma poi commosso dalle rappresentanze di un Ministro fece il famoso editto ad commune Asiae, per reprimere però solamente la temerità ed il gran numero degli accusatori: egli tenne 23 anni il comando. Marco Aurelio senza far nuove leggi, continuò la persecuzione, che in alcune province fu atrocissima, e cessò di vivere dopo 19 anni di principato. Anche ne' 13 anni di Commodo, che non fu persecutore, si trovavano de' Martiri. Severo piuttosto protesse i Cristiani a principio: ma al 5 anno si rivoltò e fece editti espressi contro di loro: sedè egli sul trono 18 anni. Anche i principj di Caracalla furono macchiati del sangue de' Martiri: in appresso si rallentò la tempesta; e tutto il suo governo fu di 6 anni.

A Caracalla successe Macrino, il cui regno fu di 1 anno, e passò ad Elagabalo, che lo tenne 3 anni. Egli protesse i Cristiani più per la follia de' suoi pensamenti che per inclinazione verso loro. Alessandro Severo, che visse 13 anni, amò i Cristiani: se non che il famoso Giureconsulto Ulpiano loro nemico per intimorire l'Imperadore raccolse tutte le leggi pubblicate sino allora contro la Chiesa; ciò che fece nascere molte vessazioni. Massimiano in tre anni che visse, fu sempre persecutore. Gordiano che non afflisse i Cristiani, morì dopo 6 anni di governo. Quello di Filippo durò 5 anni e fu loro favorevole. Ma Decio, il quale dichiarò di nuovo la persecuzione, la rese tanto funesta che il tempo delle passate procelle poteva sembrar tempo di calma. Egli regnò 4 anni, e 3 Gallo, che proseguì con minor rigore la persecuzione. Valeriano, che da prima si prestò favorevole ai Cristiani in progresso gli perseguitò per 4 anni. Gallieno restituì loro la pace, sebbene imperfettamente: egli visse 8 anni, e 2 Claudio, sotto cui pure le cose Cristiane furono abbastanza tranquille. Aureliano nel quinto anno del suo governo rinnovò la persecuzione, e morì appena che l'ebbe incominciata.

Siamo giunti a Diocleziano, e possiamo dire senza timore di esagerare, che la Chiesa sino a lui non fu un momento libera dalla persecuzione. Dieci Principi le fecero aperta guerra: alcuni la guardarono con indifferenza, ed alcuni altri la protessero. Ma la persecuzione indiretta era un fuoco perpetuo, mantenuto dall'interesse de' Sacerdoti e dalla superstizione del popolo; niuno de' Principi meno nemici del nome Cristiano osò di estinguere questo foco. Basta questa sola riflessione a convincersi, che la persecuzione, la ripugnanza, la moderazione, i lunghi intervalli di pace sono parti dell'accesa fantasia del Panegirista de' persecutori.

Del resto, quando vogliano chiamarsi tempi di pace gl'intervalli che passarono tra una ed un'altra delle persecuzioni dirette ed espresse con nuove leggi, ognuno sa, che un anno di guerra distrugge la popolazione di un secolo. Come la Chiesa invece di andarsi debilitando prendesse maggior lena e vigore a segno che sotto l'ultimo persecutore dovè impegnare l'Idolatria ed opporsi con tutte le forze (ed ogni sforzo fu vano) al suo totale esterminio, attendiamo, che lo spieghi l'Autore col suo sistema delle cagioni naturali de' progressi del Cristianesimo.

Egli si trattiene molto sulla persecuzione di Diocleziano; e questa è un'epoca ch'esige anche da noi una particolare attenzione.

Della persecuzione di Diocleziano.

Ristretto. Il sistema di Diocleziano fu per più di 18 anni favorevole ai Cristiani, che si erano prodigiosamente moltiplicati, e godevano gl'impieghi i più importanti. I Pagani allora fecero gli ultimi sforzi, ed i Sacerdoti inventarono nuovi prodigi e chiamarono in soccorso i nuovi Platonici. Diocleziano e Costanzo non amavano di allontanarsi dalle massime della tolleranza, ma Massimiano e Galerio si dichiararono contro i Cristiani, prendendone motivo dall'imprudente zelo dei medesimi, come apparisce dagli esempi di Massimiliano di Affrica e del Centurione Marcello. Dopo la guerra di Persia riuscì a Galerio d'indurre Diocleziano a cominciare la persecuzione, che crebbe per gradi. In forza del primo editto le prigioni furono riempite di Ecclesiastici; cogli altri la persecuzione fu estesa a tutti i Cristiani, e furono intimate pene terribili a chi avesse sottratto un proscritto all'ira degl'Imperadori. L'incendio apparso due volte nel palazzo di Nicomedia intimorì altamente Galerio, che ne credè autori i Cristiani. Poichè Diocleziano ebbe rinunciato l'Impero, i suoi Colleghi ora sospesero, ora incalzarono la persecuzione secondo le circostanze, nelle quali si trovavano. In Occidente Costanzo protesse i Cristiani dal furore del popolo e dal rigor delle leggi. L'Italia e l'Affrica provarono una persecuzione breve e violenta sotto Massimiano; mentre la ribellione di Massenzio vi ricondusse improvvisamente la pace. Galerio poichè ebbe l'Impero di tutto l'Oriente, ebbe campo di soddisfare la sua crudeltà nella Tracia, nell'Asia, nella Siria, nella Palestina e nell'Egitto.