Abbiamo finalmente posta in chiaro la persecuzione di Diocleziano, che fu l'ultima, e durò un decennio, dove abbiamo veduto, con quanto vani sofismi l'Autore si è sforzato di oscurare i patimenti de' Cristiani, e di annichilare il numero de' Martiri. Quale giustificazione risulti da tutto ciò, per rendere meno orribile la condotta de' Pagani contro di noi, lo giudichi il lettore.
Confronto tra l'un Capo, e l'altro.
L'edificio della verità debbe essere tale, che le parti, ond'è composto, sieno insieme, e si corrispondano con perfetta armonia. Quando manca questa; quando le parti hanno ripugnanza tra loro sicchè la presenza dell'una escluda la presenza delle altre, a questo segno manifestamente si riconosce la macchina della menzogna. Avendo in tanto sottoposto ad esame tutto quello, ch'è piaciuto all'Autore di comunicare al pubblico sopra la Religione Cristiana, facciamo l'ultimo passo, ch'è quello di confrontare l'un capo coll'altro.
E primieramente, confrontando disegno con disegno, ne salta agli occhi la contraddizione. Nel primo caso si vogliono spezzare i progressi del Cristianesimo per cagioni naturali, e ciò in diversi termini vuol dire, che i Gentili erano naturalmente portati ad abbracciarlo, sia per la propria disposizione, sia per l'indole della Religione Evangelica. Nel secondo si prende a dimostrare che dalle cagioni provenienti dall'indole (almeno apparente) della Religione, e dalle disposizioni de' Politeisti, erano costoro naturalmente spinti a perseguitarla, e tanto naturalmente, che l'Autore, il quale li giustifica, è persuaso, che avessero avuto ragione. Or noi lo preghiamo a collegare insieme queste due idee. Ma diamo una rapida scorsa alle parti costituenti le due macchine.
Il Cristianesimo, si dice nel primo capo, fu naturalmente abbracciato per lo zelo esclusivo, o sia intollerante de' Cristiani medesimi. Ma nell'altro capo si sostiene, che l'intolleranza de' Cristiani, per la quale essi abbandonavano il culto nazionale, pareva ai Politeisti un peccato nuovo, straordinario, irremissibile; e che questa fu la prima cagione, che li determinò naturalmente alla persecuzione. L'Autore avrà la bontà di combinare.
Ivi la seconda cagione de' progressi del Cristianesimo si suppose essere la dottrina dell'immortalità con tutto il suo apparato. Ma qui si riferisce, che i Pagani rigettavano il prezioso dono dell'immortalità offerta da Gesù Cristo, e ne desideravano la risurrezione; e quanto all'opinione dell'imminente fine del mondo, che si chiamò ivi in soccorso dell'immortalità, qui si dice; che sì fatte predizioni movevano a sdegno i Gentili, e facevano loro temere, che non si sollevasse qualche pericolo all'Impero, tanto più grave, quanto più oscura era la setta de' Cristiani. Noi non possiamo conciliare queste cose.
Intorno all'attività de' miracoli, avendo trovata una patente contraddizione nel medesimo luogo, dove si suppongono falsi, ed insieme operanti vere e numerose conversioni, non abbiamo bisogno di confrontar capo con capo. Nè il secondo ne tratta, e dovrebbe trattarne, giacchè sarebbe stata giusta cagione di persecuzione, se i Politeisti fossero stati convinti, o avessero potuto provare che i Cristiani erano tanti impostori.
Quanto all'altra pretesa cagione di progressi, riposta nella morale Cristiana, abbiamo veduto, dove se n'è parlato, come è una gran ripugnanza il dire, che la morale Cristiana agli occhi de' Gentili pareva contraria alla natura, ed al bene dello Stato, e che nel medesimo tempo eglino erano da essa naturalmente determinati ad abbracciarla. Ma nell'altro capo vi ha di più: vi ha, che la morale de' Cristiani era tacciata di ateismo, d'infanticidj, di pranzi di carne umana, d'incesti, e che queste false accuse formavano uno dei motivi della persecuzione. Senza dubbio qui a rischiarare le tenebre abbisognano molte idee intermedie, tralasciate, per supplirsi dalla sagacità degl'interpreti.
In quel capo si pretese, che la unione, e la disciplina Ecclesiastica contribuì alla dilatazione della Chiesa. In questo la unione de' Cristiani, che aveva la forma, e la forza di una grande Repubblica confederata risveglia la gelosia del governo; le adunanze Cristiane sembrano sospette, i seguaci di Gesù Cristo erano accusati di spirito d'indipendenza, e per questo venivano perseguitati. Come concilieremo queste idee?
Finalmente in un capo si rappresentano i Sacerdoti degl'Idoli, come persone indolenti, che lasciano fare ai Cristiani, quanto lor piace: nell'altro i Sacerdoti infiammano il popolo, i Sacerdoti chiamano in soccorso i Filosofi, i Sacerdoti inventano nuovi oracoli, e nuovi prodigi, affin di perdere i Cristiani. Ed il popolo, che si supponeva caduto nello scetticismo, e che aveva già scossa l'autorità delle maraviglie della Mitologia, e che per certa conseguenza che fa l'Autore, così disposto a ricevere le maraviglie autentiche dell'Evangelio, per tre secoli infierisce contro i Cristiani, con sediziosi clamori li chiede alla morte contro le leggi del Principe, e si mostra tanto dominato dallo spirito di accusa, che parecchi sono costretti a reprimerlo colle più forti minacce.