[126.] Paolo si compiaceva più del titolo di Ducenario che di quello di Vescovo. Il Ducenario era un procuratore Imperiale, così chiamato dal suo salario di dugento sesterzi, o di tremila dugento zecchini l'anno. (Vedi Salmasio ad Hist. Aug. p. 124) Alcuni Critici suppongono, che il Vescovo d'Antiochia realmente avesse ottenuto quell'uffizio da Zenobia, mentre altri non lo considerano che come un'espressione figurata del suo fasto ed insolenza.
[127.] La simonia non era incognita in que' tempi ed il Clero alle volte comprava quel che avea intenzione di vendere. Ciò si chiarisce dal Vescovato di Cartagine, che fu comprato da una ricca Matrona chiamata Lucilla, per il suo servo Maiorino. Il prezzo, fu di 400 Folli (Monum. antiq. ad calcem Optati p. 263.) Ogni Folle conteneva 125 monete d'argento, e può valutarsi tutta la somma circa 4800 zecchini.
[128.] Se volessimo diminuire i vizi di Paolo, saremmo costretti a sospettare, che i Vescovi dell'Oriente, adunati insieme, avessero pubblicato le più maliziose calunnie in una lettera circolare mandata a tutte le Chiese dell'Impero (ap. Euseb. l. VII. c. 30).
[129.] La sua eresia (come quelle di Noeto e di Sabellio, che insorsero nel medesimo secolo) tendeva a confondere la misteriosa distinzione delle persone Divine. Vedi Mosemio p. 720. ec.
[130.] Vedi Eusebio (Hist. Eccl. l. VII. c. 30). Ad esso è interamente dovuta la curiosa istoria di Paolo Samosateno.
[131.] L'Era de' Martiri, ch'è sempre in uso fra' Copti e gli Abissinj, dee computarsi dal 29 Agosto dell'anno 284, perchè il principio dell'anno Egiziano cadeva diciannove giorni prima del reale avvenimento al trono di Diocleziano. Vedasi la Dissertazione preliminare all'Arte di verificar le date.
[132.] L'espressione di Lattanzio (de M. P. c. 15) sacrificio pollui coegit suppone l'antecedente lor conversione alla fede, ma non par che giustifichi l'asserzione di Mosemio (p. 192), ch'esse privatamente si fossero battezzate.
[133.] Il Tillemont (Memoir. Eccles. Tom. V. Part. I. p. 11, 12) ha tratto dallo Spicilegio di Don Luca d'Acheri un'istruzione molto curiosa, che fece il Vescovo Teona per uso di Luciano.
[134.] Vedi Lattanzio de M. P. c. 10.
[135.] Euseb. Hist. Eccl. l. VIII c. 1. Il lettore, che voglia consultare l'originale non mi accuserà di avere ingrandito la pittura. Eusebio aveva circa sedici anni, quando Diocleziano fu fatto Imperatore.