[146.] Act. Sincer. p. 302.
[147.] De M. P. c. II. Lattanzio (o chiunque siasi l'autore di questo piccol trattato) aiutava a quel tempo in Nicomedia; ma sembra difficile immaginare com'egli potesse acquistare una cognizione così esatta di ciò che seguiva nel gabinetto Imperiale.
[148.] L'unica circostanza, che possiam ravvisare, è la devozione e la gelosia della madre di Galerio. Essa ci viene descritta da Lattanzio come Deorum montium cultrix, mulier admodum superstitiosa. Aveva essa una grande autorità sopra il figlio, ed era offesa dalla poca stima di alcune delle sue serve Cristiane.
[149.] Il culto e la festa del Dio Termine elegantemente si illustrano dal De Boze (Mem. de l'Accademie des Inscriptions Tom. I. p. 50.).
[150.] Nell'unico manoscritto, che abbiamo di Lattanzio, si legge profectus; ma la ragione, e l'autorità di tutti i Critici permettono di sostituir praefectus, in luogo di quella parola che distrugge il senso del passo.
[151.] Lattanzio (de M. P. c. 12) fa una pittura molto viva della distruzion della Chiesa.
[152.] Mosemio (p. 922-926) da molti luoghi sparsi di Lattanzio e d'Eusebio ha rilevato una molto giusta ed esatta notizia di quest'editto, sebbene qualche volta egli dia in congetture e sottigliezze.
[153.] Molti secoli dopo, Eduardo I. praticò con gran successo l'istessa forma di persecuzione contro il Clero d'Inghilterra. Vedi Hume, Ist. d'Ingh. Vol. I. p. 300 dell'ultima edizione in 4.
[154.] Lattanzio solamente lo chiama quidquam etsi non recte, magno tamen animo ec. c. 12. Eusebio (l. VIII. c. 5) l'adorna degli onori secolari. Nessuno si è avvisato di far menzione del suo nome; i Greci però celebrano la memoria di lui sotto il nome di Giovanni. Vedi Tillemont, Mem. Eccles. Tom. V. p. II. p. 320.
[155.] (Lactant. de M. P. c. 13, 14.) Potentissimi quondam eunuchi necati, per quos Palatium et ipse constabat. Eusebio (l. VIII. c. 6.) racconta le crudeli esecuzioni degli eunuchi Gorgonio, e Doroteo, e di Antimio Vescovo di Nicomedia; ed ambidue questi Autori descrivono in un'equivoca ma tragica forma le orride scene, che furono rappresentate anche alla presenza Imperiale.