[217.] Appresso gl'Inglesi un acro contiene un'estensione di terra, lunga 40 pertiche e larga 4.

[218.] Codin. Antiquit. Const. p. 12. Egli assegna per limite dalla parte del porto la chiesa di S. Antonio. Se ne fa menzione dal Du Cange l. IV. c. VI. ma non mi è riuscito di scuoprire il luogo, dov'essa era situata.

[219.] Fu costruita la nuova muraglia di Teodosio nell'anno 413. Nel 447 fu gettata a terra da un terremoto, ed in tre mesi rifabbricata dalla diligenza del Prefetto Ciro. Il sobborgo della Blacherne fu per la prima volta compreso nella città al tempo d'Eraclio. Du Cange Const. l. I. c. 10, 11.

[220.] Nella Notizia ec. se n'esprime la misura con piedi 14075. Si può ragionevolmente supporre, che questi fossero piedi Greci, la proporzione de' quali fu ingegnosamente determinata dal Danville. Secondo esso 180 piedi equivalgono ai 78 cubiti Asemiti, che diversi scrittori dicono esser l'altezza di S. Sofia. Ciascheduno di questi cubiti era uguale a 27 pollici francesi.

[221.] L'esatto Thevenot (l. I. c. 15) in un'ora e tre quarti girò intorno a' due lati del triangolo, dal Chiosco del Serraglio fino alle sette Torri. Danville accuratamente pondera, e molto s'affida a questa decisiva testimonianza che somministra una circonferenza di dieci o dodici miglia. Molto s'allontana dall'ordinario suo carattere Tournefort, allorchè (Lett. XI) s'estende alla stravagante misura di trenta o di trentaquattro miglia, senz'includervi Scutari.

[222.] Il luogo chiamato Sycae (o sia i Fichi) formava la decima terza regione, e fu molto abbellito da Giustiniano. Esso ebbe in seguito i nomi di Pera, e di Galata. È ovvia l'etimologia del primo, incognita quella del secondo nome. Vedi Du Cange Const. l. I. c. 22. Gyll. de Byzant. l. IV. c. 10.

[223.] Cento undici stadi, che possono computarsi in miglia Greche moderne di 7 stadi l'uno, o sia di 660 ed alle volte di sole 600 tese Francesi. Vedi Danville Misur. Itinerar. p. 53.

[224.] Corretti gli antichi Testi, che descrivono la grandezza di Babilonia e di Tebe; ridotte a' giusti termini l'esagerazioni, e certificate le misure, troviamo, che quelle famose città avevano la grande, ma non incredibil circonferenza di circa venticinque o trenta miglia. Si confronti Danville nelle Memor. dell'Accad. Tom. XXVIII. p. 235 colla sua Descrizione dell'Egitto pag. 201, 202.

[225.] Se Costantinopoli e Parigi si dividano in tanti quadrati di 50 tese Francesi l'uno, il primo contiene 850 di queste parti, ed il secondo 1160.

[226.] Seicento centinaia, o sessantamila libbre d'oro. Tal somma è presa da Codino Antiq. Const. p. 11. Ma questo disprezzabile Autore, a meno che non abbia tratta la sua relazione da qualche sorgente più pura, non sarebbe probabilmente stato capace di contare in una maniera così disusata.