[227.] Quanto alle foreste del Mar Nero vedasi Tournefort Lett. XVI. Quanto alle cave di marmo di Proconneso, vedi Strabone l. XIII. p. 588. Queste ultime avevan già somministrato i materiali alle grandiose fabbriche di Cizico.

[228.] Vedi Cod. Theod. lib. XIII. Tit. IV. leg. 1. La data di questa legge è dell'anno 334 e fu indirizzata al Prefetto dell'Italia, la giurisdizione del quale s'estendeva sull'Affrica. Merita d'esser consultato il Comentario del Gotofredo sopra tutto il Titolo.

[229.] Constantinopolis dedicatur pene omnium Urbium nuditate: Hieronym. Chron. p. 181. Vedi Codin. p. 8, 9. L'autore delle Antichità Cost. l. III (appresso Banduri Imp. Orient. Tom. I. p. 41) enumera Roma, Sicilia, Antiochia, Atene ed una lunga lista di altre città. Può supporsi che le Provincie della Grecia e dell'Asia minore avranno somministrato il più ricco bottino.

[230.] Hist. Comp. p. 369. Esso descrive la statua, o piuttosto il busto d'Omero con sì fino gusto, che chiaramente indica, che Cedreno copiò lo stile d'un secolo più fortunato.

[231.] Zosimo l. II. p. 106. Cronic. Alessand. o Pasqual. p. 284. Du Cange Const. l. I. c. 24. Anche quest'ultimo scrittore pare, che confonda il Foro di Costantino coll'Augusteo, o corte del Palazzo. Io non sono ben sicuro, se abbia precisamente distinto quel che appartiene all'uno ed all'altro.

[232.] Pocock porge la descrizione più tollerabile di tal colonna, Descriz. d'Orient. vol. II. Part. II. p. 131, ma essa in molti luoghi è tuttavia oscura, e non soddisfa pienamente.

[233.] Du Cange Const. l. I. c. 24. p. 76, e le sue not. ad Alexiad. p. 382. La statua di Costantino o d'Apollo fu abbattuta nel tempo di Alessio Comneno.

[234.] Tournefort (Lett. XII.) considera l'Atmeidan 400 passi. Se intende passi geometrici di sette piedi l'uno, sarebbe stato lungo 300 tese, intorno a quaranta più lungo del gran Circo di Roma. Vedi Danville Misur. Itiner. p. 72.

[235.] Se i custodi delle reliquie più sante potessero addurre una serie di prove, quali si possono allegare in quest'occasione, ne sarebbero ben essi contenti. Vedi Banduri ad antiquit. Const. p. 668. Gyll. de Bizant. l. II. c. 13. 1. Può in primo luogo provarsi l'originale consacrazione del tripode, e della colonna nel tempio di Delfo coll'autorità d'Erodoto e di Pausania; 2. Zosimo Pagano si trova d'accordo co' tre Storici Ecclesiastici, Eusebio, Socrate e Sozomeno in asserire, che per ordine di Costantino furon trasportati a Costantinopoli gli ornamenti sacri del tempio di Delfo; e fra gli altri espressamente si nomina la colonna serpentina dell'Ippodromo. 3. Tutti i viaggiatori Europei, che sono stati a Costantinopoli da Buondelmonti fino a Pocock, la descrivono nel medesimo luogo, e quasi nell'istessa maniera; e le differenze, che si trovan fra loro, non nascono che dalle ingiurie che ha sofferto da' Turchi. Maometto II. con un colpo di scure spezzò la mascella di sotto ad uno de' serpenti. Thevenot l. I. c. 17.

[236.] Da' Greci fu adottato il nome Latino di cochlea, e frequentemente s'incontra nell'istoria Bizantina. Du Cange Const. l. II. c. 1. p. 104.