[317.] Ammiano l. XIX. c. 2. Egli osserva, (c. 5.) che il disperato ardore di due legioni Galliche fu come un pugno d'acqua gettata in un grand'incendio.

[318.] Pancirol. ad Notit. Mem. de l'Acad. des Inscr. T. XXV. p. 491.

[319.] Romana acies unius prope formae erat et hominum, et armorum genere. Regia acies varia magis multis gentibus dissimilitudine armorum, auxiliorumque erat. Tit. Liv. l. XXXVII. c. 39, 40. Flaminio anche prima dell'evento avea paragonato l'esercito d'Antioco ad una cena, in cui si fosse cucinata la carne d'un vile animale in diverse maniere dall'arte de' cuochi. Vedi la vita di Flamin. in Plutarco.

[320.] Agat. l. V. p. 157. Edit. Louvre.

[321.] Valentiniano (Cod. Theod. l. VII. Tit. XIII. leg. 3) ne fissa la misura a cinque piedi e sette dita, che sono circa cinque piedi e quattro pollici e mezzo inglesi. Prima era stata di cinque piedi, e dieci dita, e ne' migliori corpi di sei piedi romani. Sed tunc erat amplior multitudo, et plures sequebantur militiam armatam. Veget. de re milit. l. I c. 5.

[322.] Vedi i due Titoli De Veteranis, De Filiis Veteran. nel settimo libro del Cod. Teodos. L'età, in cui s'esigeva il militar servizio, era varia, da' sedici a' venticinque anni. Se i figli de' veterani venivano con un cavallo, avean diritto di militare nella cavalleria; due cavalli poi davano loro altri stimabili privilegi.

[323.] Cod. Theodos. l. VII. Tit. XIII. leg. 7. Secondo l'Istorico Socrate (vedi Gotofr. ivi), l'istesso Imperator Valente alle volte esigeva ottanta monete d'oro per una recluta. Nella Legge seguente freddamente si esprime, che non siano ammessi gli schiavi inter optimas lectissimorum militum turmas.

[324.] Per ordine d'Augusto, si venderono al pubblico incanto la persona, ed i beni d'un cavalier Romano, che avea mutilato due suoi figliuoli (Sueton. in Aug. c. 27). La moderazione di quell'artificioso usurpatore dimostra, che quest'esempio di severità era giustificato dallo spirito de' tempi. Ammiano fa una distinzione fra gli effeminati Italiani ed i coraggiosi Galli (l. XV. c. 12). Pure non più che quindici anni dopo, Valentiniano in una legge diretta al Prefetto della Gallia, è costretto a ordinare, che questi vili disertori siano bruciati vivi (Cod. Theod. l. VII. Tit. XIII. leg. 5). Erano tanto moltiplicati nell'Illirico, che la Provincia si lagnava della scarsità di reclute, Ib. leg. 10.

[325.] Essi erano chiamati Murci. Si trova in Plauto ed in Festo la parola murcidus per indicare una persona, pigra e codarda, che secondo Arnobio ed Agostino era sotto l'immediata protezione della Don Murcia. Per causa di questa particolare specie di codardia gli scrittori della Latinità di mezzo prendon murcare per sinonimo di mutilare. Vedi Lindenborg e Vales. ed Ammian. Marcell. l. XV. c. 12.

[326.] Malarichus — adhibitis Francis, quorum ea tempestate in palatio multitudo florebat, erectius jam loquebatur, tumultuabaturque. Ammian. l. XV. c. 5.