[311.] Ch'era molto probabilmente il palazzo de' bagni (Thermarum) di cui sussiste ancora una solida ed alta stanza nella via De la Harpe. Quelle fabbriche cuoprivano un considerabile spazio del moderno quartiere dell'Università; ed i giardini sotto i Re Merovingi comunicavano coll'abbazia di S. Germano des Prez. Dalle ingiurie del tempo, e de' Normanni quest'antico palazzo fu ridotto nel duodecimo secolo ad un mucchio di rovine, gli oscuri nascondigli del quale servivan di scena a' licenziosi amori.

Explicat aula sinus, montemque amplectitur alis;

Multiplici latebra scelerum tersura ruborem.

. . . . pereuntis saepe pudoris.

Celatura nefas, Venerisque accommoda furtis.

Questi versi son presi dall'Architrenius lib. IV. c. 8. opera poetica di Giovanni di Hauteville, o Hauville Monaco di S. Albano verso l'anno 1190. Vedi Warton Istor. della Poes. Ingl. Vol. 1 dissert. 2. Tali furti però erano forse meno perniciosi per il genere umano delle Teologiche dispute della Sorbona, che di poi si sono agitate sul medesimo terreno. Bonamy Mem. de l'Acad. Tom. XX. p. 678-682.

[312.] Anche in quel tumultuoso momento Giuliano badò alla formalità della superstiziosa cerimonia; ed ostinatamente ricusò l'infausto uso d'una collana femminile, o d'un collare da cavalli, che gl'impazienti soldati volevano adoperare in luogo di diadema.

[313.] Cioè un'ugual porzione d'oro e d'argento, cinque monete di quello, ed una libbra di questo, che in tutto ascendeva a circa cinque lire Sterline, e dieci Scellini.

[314.] Per l'intera narrativa di questa ribellione possiamo rimetterci a materiali originali ed autentici, quali sono Giuliano medesimo (ad S. P. Q. Athen. pag. 282, 283, 284). Libanio (Orat. Parent. c. 44-48. in Fabric. Bibliot. Graec. Tom. VII. p. 269-273) Ammiano (XX. 4) e Zosimo (l. III. p. 151, 152, 153) che nel regno di Giuliano par che seguiti l'autorità più rispettabile d'Eunapio. Con tali guide potremmo fare di meno degli abbreviatori e degl'Istorici Ecclesiastici.

[315.] Eutropio ch'è un rispettabile testimone, usa la dubbiosa espressione consensu militum (X. 15). Gregorio Nazianzeno di cui l'ignoranza potrebbe scusare il fanatismo, direttamente accusa l'apostata di presunzione, d'empietà e d'empia ribellione. αυθαδεια, απονοια, ασεβεια Orat. III. p. 67.