[316.] Juliano ad S. P. Q. Athen. p. 284. Il divoto Abbate de la Bleterie (Vit. di Giuliano p. 159) è quasi disposto a rispettare le divote proteste d'un Pagano.
[317.] Ammiano XX. 5 con l'annotazione di Lindenbrogio sul Genio dell'Impero. Giuliano medesimo in una lettera confidenziale ad Oribasio, amico e medico suo, (Epist. XVII. p. 384) fa menzione d'un altro sogno a cui prima dell'avvenimento ei prestò fede, cioè d'un grosso albero gettato a terra, e di una piccola pianta che gettava in terra profonde radici. Anche nel sonno la mente di Cesare doveva essere agitata dalle speranze e da' timori di sua fortuna. Zosimo (l. III. p. 155) riporta un sogno fatto dopo.
[318.] Tacito (Hist. I. 80-85) egregiamente descrive la difficile situazione del Principe di un'armata ribelle. Ma Ottone era molto più reo e molto meno abile di Giuliano.
[319.] A questa lettera ostensibile dice Ammiano, che ne aggiunse delle private objurgatorias et mordaces, che l'Istorico non aveva vedute, e non avrebbe neppur pubblicate. Forse non sussisterono giammai.
[320.] Vedi le prime azioni del suo Regno appresso Giuliano medesimo ad S. P. Q. Athen. pag. 285, 286. Ammiano XX. 5, 8. Liban. Orat. parent. c. 49, 50. pag. 273-275.
[321.] Liban. Orat. parent. c. 50. pag. 275, 276. Fu questo uno strano disordine, poichè continuò più di sette anni. Nelle fazioni delle Repubbliche Greche gli esiliati ascendevano a 20,000 persone; ed Isocrate assicura Filippo, che sarebbe stato più facile di levar un'armata fra vagabondi, che dalle città. Vedi Hume. Saggi Tom. I. p. 426-427.
[322.] Giuliano (Epist. 38. p. 44) fa una breve descrizione di Vesonzio, o Besanzone come di una sassosa penisola quasi circondata dal fiume Doubs, una volta magnifica Città piena di tempj ec., e poi ridotta ad una piccola terra, che risorgeva però dalle sue rovine.
[323.] Vadomair entrò nella milizia Romana, e dal grado di Re barbaro fu promosso a quello di Duce di Fenicia. Egli mantenne sempre il medesimo artificioso carattere (Ammiano XXI. 4). Ma sotto il Regno di Valente segnalò il suo valore nella guerra d'Armenia (XXIX. 1).
[324.] Ammiano XX. 10. XXI. 3. 4. Zosimo lib. III. p. 155.
[325.] Il suo corpo fu mandato a Roma, e sotterrato vicino a quello di Costantina sua sorella nel sobborgo della via Nomentana. Ammiano XX. 1. Libanio ha composto una ben debole apologia per giustificare il suo Eroe da un'accusa molto assurda, vale a dire d'avere avvelenato la propria moglie, e premiato il medico di essa con le gioie di sua madre (Vedi la settima delle diciassette nuove Orazioni pubblicate a Venezia nel 1754 da un MS. della libreria di S. Marco p. 117-127). Elpidio, Prefetto del Pretorio d'Oriente, alla testimonianza del quale s'appella l'accusator di Giuliano, si caratterizza da Libanio per un effeminato ed ingrato; si loda però la religione d'Elpidio da Girolamo (Tom. I. p. 243) e la sua umanità da Ammiano (XXI. 6).