[502.] I Critici Ecclesiastici, particolarmente quelli che amano le reliquie, esultano per la confessione di Giuliano (Misopogon p. 361) e di Libazio (Naen. pag. 785) che Apollo fosse disturbato dalla vicinanza d'un uomo morto. Ammiano però (XXII. 12.) fa mondare e purificare tutto il terreno secondo i riti che usaron anticamente gli Ateniesi nell'isola di Delo.

[503.] Giuliano, in Misopogon p. 361, insinua, piuttosto che affermi il loro delitto. Ammiano (XXII. 13), tratta quest'imputazione come levissimus rumor, e riferisce l'istoria con estremo candore.

[504.] Quo tam atroci casu repente consumpto, ad id usque Imperatoris ira provexit, ut quaestiones agitare juberet solito acriores (Giuliano però biasima la mollezza de' Magistrati d'Antiochia) et majorem Ecclesiam Antiochiae claudi. Tale interdetto fu eseguito con alcune circostanze d'indegnità e di profanazione; e l'opportuna morte dello zio di Giuliano, attore principale, si riferisce con molto superstiziosa compiacenza dall'Ab. della Bleterie. Vie de Julien pag. 362, 569.

[505.] Oltre gl'Istorici Ecclesiastici, che debbono essere più o meno sospetti, possiamo allegare la passione di S. Teodoro negli Atti sinceri di Ruinart p. 591. Il lamento di Giuliano le dà un'aria originale ed autentica.

[506.] Juliano Misopogon p. 361.

[507.] Vedi Greg. Naz. Orat. III. p. 87. Sozomeno (l. V. c. 9) può considerarsi come un testimone originale, quantunque non imparziale. Egli era nativo di Gaza, ed aveva conversato col Confessore Zenone, Vescovo di Majuma, che visse fino all'età di cent'anni (l. VII. c. 28). Filostorgio (l. VII. c. 14. colle Dissertazioni del Gottofredo p. 284), aggiunge alcune tragiche circostanze di Cristiani, che furono letteralmente sacrificati sugli altari degli Dei ec.

[508.] La vita e morte di Giorgio di Cappadocia sono descritte da Ammiano (XXII. 11.), da Gregorio Nazianzeno (Orat. XXI. p. 382. 385. 389. 390.) e da Epifanio (Haeres. 70). Le invettive de' due Santi non meriterebbero molta fede, se confermate non fossero dalla testimonianza del freddo ed imparziale Pagano.

[509.] Dopo l'uccisione di Giorgio, l'Imperator Giuliano più volte ordinò, che se ne conservasse la libreria per uso suo, e che si torturassero gli schiavi, che potessero esser sospetti d'aver occultato qualche libro. Ei loda il merito della collezione, da cui avea prese in prestito e trascritte molte opere, quando faceva i suoi studi in Cappadocia. Avrebbe in vero desiderato, che perissero le opere de' Galilei; ma richiese un esatto conto anche di quei Teologici Volumi, affinchè non si perdesser con essi altri pregevoli trattati. Juliano Epist. IX. XXXIV.

[510.] Filostorgio con cauta malizia indica la loro colpa; και του Αθανασιου γνωμην στρατηγισαι της πραξεως e che il consiglio d'Atanasio diresse quel fatto lib. VII. c. 2. Gottofred. pag. 267.

[511.] Cineres projecit in mare, id metuens, ut clamabat, ne, collectis supremis, aedes illis extruerent; ut reliquis, qui deviare a religione compulsi, pertulere cruciabiles poenas, ad usque gloriosam mortem intemerata fide progressi, et nunc Martyres appellantur. Ammiano XXII. 11. Epifanio prova agli Arriani, che Giorgio non fu martire.