[522.] Τον μιαρον, ος ετολμησεν Ελληνιδας επ’ εμου, γυναικας των επισημων Βαπτισαι διωκεσθαι. Ho conservato l'ambiguo senso di quest'ultima voce; ambiguità d'un tiranno che brama di trovare o di crear delle colpe.

[523.] Le tre lettere di Giuliano, che spiegano la sua intenzione e condotta intorno ad Atanasio, si dovrebbero disporre nel seguente ordine cronologico, XXVI. X. VI. Vedi anche Greg. Naz. XXI. p. 393. Sozomen. Lib. V. c. 15. Socrate lib. III. c. 14. Teodoreto lib. III. c. 9. e Tillemont Mem. Eccl. Tom. VIII. p. 361-368, che si è servito d'alcuni materiali preparati dai Bollandisti.

[524.] Vedi la bella confessione di Gregorio, Orat. III. pag. 61-62.

[525.] Si oda il furioso ed assurdo lamento d'Ottato. De schism. Donat. l. II c. 16. 17.

[526.] Gregor. Naz. Orat. III. p. 91. IV. p. 133. Ei loda i tumultuanti di Cesarea; τουτων δε των αγμελοσυων και θερμων εις ευσεβειαν; questi magnanimi e ferventi nella pietà. Vedi Sozomeno l. V. 4. 11. Il Tillemont (Mem. Eccles. T. VII. p. 649-650.) confessa che la lor condotta non fu dans l'ordre commun: ma resta perfettamente soddisfatto, perchè il gran S. Basilio celebrò sempre la festa di questi benedetti Martiri.

[527.] Giuliano decise una lite contro la nuova città Cristiana di Maiuma, porto di Gaza; e quantunque la sua sentenza potesse imputarsi di superstizione, non fu mai revocata dai suoi successori. Sozomeno lib. V. c. 3. Roland. Palest. T. II. pag. 791.

[528.] Gregorio (Orat. III. p. 93, 94, 95. Orat. IV. p. 114.) pretende di parlare secondo le informazioni avute dai confidenti di Giuliano, che Orosio (VII. 30) non potè avere veduto.

[529.] Gregorio (Orat. III. p. 91.) accusa l'Apostata di segreti sacrifizi di fanciulli e di fanciulle, e positivamente afferma, che n'erano gettati i corpi nell'Oronte. Vedi Teodoreto lib. III. c. 26, 27 e l'equivoco candore dell'Ab. della Bleterie, Vie de Julien p. 351, 352. Pure la malizia dei contemporanei non potè imputare a Giuliano le truppe di Martiri, specialmente nell'Occidente, che il Baronio sì avidamente moltiplica, ed il Tillemont così debolmente rigetta (Mem. Eccles. Tom. VII. p. 1295-1315).

[530.] La rassegnazione di Gregorio è veramente edificante (Orat. IV. p. 123. 124). Nondimeno, quando un uffizial di Giuliano tentò d'impadronirsi della Chiesa di Nazianzo, egli avrebbe perduta la vita, se non avesse ceduto allo zelo del Vescovo e del popolo (Orat. XIX. p. 308). Vedi le riflessioni di Grisostomo, allegate dal Tillemont (Mem. Eccles. Tom. VII. p. 575.).

[531.] Vedasi questa favola o satira a p. 306-336 delle opere di Giuliano dell'edizione di Lipsia. La traduzione Francese del dotto Ezechiele Spanemio (Parigi 1683) è squallida, languida e corretta; e vi sono ammassate tante note, prove ed illustrazioni, che formano una mole di 557 pagine in quarto di minuta stampa. L'Abbate della Bleterie (vit. di Gioviano Tom. I. p. 241-393) ha espresso più felicemente lo spirito non meno che il senso dell'originale, che da esso viene illustrato con alcune brevi e curiose note.