[542.] Laodicea somministrava i cocchieri; Tiro e Berito i commedianti; Cesarea i pantomimi; Eliopoli i cantori; Gaza i gladiatori; Ascalona i lottatori; e Castabala i ballerini di corda. Vedi Exposit. totius Mundi p. 6 nel terzo tomo dei Geografi minori di Hudson.
[543.] Χριστὀν δε ἀγαθὠντγες, εχετε πολιουχον αντι του Διος, amando voi Cristo, tenetelo per tutelare invece di Giove. Il popolo d'Antiochia ingegnosamente professava il suo attaccamento al Chi, X (Christo), ed al Kappa, K (Costanzo), Giuliano in Misopogon p. 357.
[544.] Lo scisma d'Antiochia, che durò ottantacinque anni (dal 330 al 415), s'accese nel tempo, che Giuliano risedeva in quella città, per l'imprudente ordinazione di Paolino. Vedi Tillemont Mem. Eccl. Tom. VII. pag. 803. dell'ediz. in quarto Parig. 1701 ec., della quale io mi servirò da qui avanti nelle citazioni.
[545.] Giuliano stabilisce tre diverse proporzioni di cinque, di dieci, o di quindici modj di frumento per una moneta d'oro secondo i gradi d'abbondanza, o di scarsità (in Misopogon p. 369). Da questo fatto e da altri esempi del medesimo tempo rilevo, che sotto i successori di Costantino il prezzo moderato del grano era di circa trentadue scellini il sacco Inglese, che è uguale al prezzo medio de' primi sessantaquattro anni del presente secolo (il secolo 18). Vedi Arbuthnot Tavola di monete, pesi e misure p. 88, 89. Plin. Hist. Nat. XVIII. 12. Mem. de l'Acad. des Inscript. Tom. XXVIII. p. 718, 721. Smith. Ricerca su la natura e le cause della ricchezza delle Nazioni vol. I. p. 246. Io mi fo pregio di citar quest'ultima come l'opera d'un dotto e d'un amico.
[546.] Numquam a proposito declinabat, Galli similis fratris, licet incruentus. Ammiano XXII. 14. L'ignoranza dei più illuminati Principi può ammettere qualche scusa; ma non possiamo esser soddisfatti della difesa propria di Giuliano (in Misopogon p. 368, 369) o dell'elaborata apologia di Libanio (Orat. parent. c. XCVII. p. 321).
[547.] Libanio tocca gentilmente il loro breve e mite arresto (Orat. parent. c. XCVIII. p. 322. 323).
[548.] Libanio (ad Antiochenos de Imperatoris ira c. 17, 18, 19. ap. Fabric. Biblioth. Graec. T. VII. p. 221-223) a guisa di abile Avvocato severamente censura la follia del popolo, che soffriva pel delitto di pochi oscuri ed ebrj miserabili.
[549.] Libanio (ad Antiochen. c. VII. p. 213) rammenta ad Antiochia il recente gastigo di Cesare: e Giuliano stesso (in Misopogon p. 335) accenna con quanto rigore Taranto aveva espiato l'insulto fatto agli Ambasciatori Romani.
[550.] Quanto al Misopogon vedasi Ammiano (XXII. 14). Libanio (Orat. parent. c. XCIX. p. 323), Gregorio Nazianzeno (Orat. IV. p. 133) e la Cronica d'Antiochia di Gio. Malala (Tom. II. p. 15, 16). Ho grandi obbligazioni alla traduzione e alle note dell'Ab. della Bleterie (vit. di Giovian. Tom. II. p. 1-138).
[551.] Ammiano avverte assai giustamente, che coactus dissimulare pro tempore, ira sufflabatur interna. L'ironia elaborata di Giuliano alla fine prorompe in serie e dirette invettive.