[622.] Essi tuttavia conservavano il monopolio della vana ma lucrosa scienza della divinazione, ch'era stata inventata in Etruria, e si protestavan di trarre le cognizioni, che avevan de' segni e degli augurj, dagli antichi libri di Tarquazio, savio Etrusco.

[623.] Clamabant hinc inde Candidati (Vedi la nota di Valesio) quos disjecerat terror, ut fugientium molem tanquam ruinam male compositi culminis declinarent. Ammiano XXV. 3.

[624.] Sapore stesso dichiarò a' Romani, ch'era suo costume di confortar le famiglie de' Satrapi defunti, mandando loro come in dono le teste delle guardie e degli uffiziali, che non eran caduti al lato del suo Signore. Liban. De nece Juliani ulcisc. c. XIII. p. 163.

[625.] Il carattere e la situazione di Giuliano potrebbero confermare il sospetto, che egli avesse precedentemente composta quell'elaborata orazione, che si udì, e si trascrisse da Ammiano. La traduzione dell'Abate della Bleterie è fedele ed elegante. Io l'ho seguitato nell'esporre l'idea Platonica dell'emanazione, che viene oscuramente indicata nell'originale.

[626.] Erodoto ha spiegato (lib. I. c. 31.) tal dottrina in una piacevol novella. Giove però, che (nel lib. 16. dell'Iliad.) piange a lagrime di sangue la morte di Sarpedone suo figlio, avea un'idea molto imperfetta della felicità o della gloria dopo il sepolcro.

[627.] I soldati, che facevano il loro verbale, o nuncupatorio testamento nel tempo dell'attual servizio (in procinctu), erano esenti dalle formalità del Gius Romano. Ved. Heinecc. Antiq. Jur. Rom. Tom. I. p. 504. Montesquieu Espr. des Loix l. 27.

[628.] Quest'unione dell'anima umana con la divina eterna sostanza dell'universo è l'antica dottrina di Pitagora e di Platone; ma sembra ch'escluda ogni personale, o particolare immortalità. Vedi le dotte e ragionevoli osservazioni di Warburton Divin. legat. Vol. II. p. 199-216.

[629.] Si fa tutto il racconto della morte di Giuliano da Ammiano (XXV. 3.) che era stato diligente spettatore. Libanio, ch'evita con orrore tale scena, ce ne somministra qualche circostanza (Orat. parent. c. 136. 140. p. 350-562.). Le calunnie di Gregorio, e le leggende di più antichi Santi si possono presentemente disprezzare in silenzio.

[630.] Honoratior aliquis miles, forse Ammiano medesimo. Il modesto e giudizioso Istorico descrive la scena dell'elezione, alla quale si trovò senza dubbio presente (XXV. 5.).

[631.] Il Primo o Primicerio godeva la dignità di Senatore, e quantunque non fosse che tribuno, aveva posto fra i Duci militari. Cod. Teodos. lib. VI. Tit. XXIV. Questi privilegi son forse di data più recente del tempo di Gioviano.