Denique pro meritis terrestribus aeque rependens
Munera, sacricolis summos impertit honores
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Ipse magistratum tibi Consulis, ipse tribunal
Contulit. (Prudent. in Symmach. I. 617. ec.)
[627.] Libanio (pro Templis c. 32) s'insuperbisce, che Teodosio distinguesse in tal modo uno, che anche alla sua presenza giurasse per Giove. Pure questa presenza non sembra esser altro che una figura rettorica.
[628.] Zosimo, che chiama se stesso Conte ed Ex-avvocato del Tesoro, con indecente e parzial bacchettoneria maltratta i Principi Cristiani, ed eziandio il padre del proprio Sovrano. L'opera di lui dev'essere andata in giro privatamente, poichè ha scansato le invettive degli Istorici Ecclesiastici anteriori ad Evagrio (l. III. c. 40. 42.) che visse verso il fine del sesto secolo.
[629.] Ciò non ostante, i Pagani dell'Affrica si dolevano che i tempi non permettessero loro di risponder con libertà alla città di Dio: nè S. Agostino (V. 26.) contraddice all'accusa.
[630.] I Mori della Spagna, che conservarono segretamente la religione Maomettana per più d'un secolo, onde evitare il rigore dell'inquisizione, avevano il Koran, coll'uso loro proprio della lingua Arabica. Vedasi la curiosa ed ingenua storia della loro espulsione appresso Geddes, Miscell. vol. I. p. 1-198.