[641.] Luciano compose in Greco la sua narrazione originale, che fu tradotta da Avito, e pubblicata dal Baronio (An. Eccl. An. 325. n. 7-16.). Gli Editori Benedettini di S. Agostino ne hanno dato (al fin dell'opera de Civitate Dei) due diverse copie con molte varianti. Il carattere della falsità è la sconnessione e l'incoerenza. Le parti più incredibili della leggenda son mitigate, e rese più probabili dal Tillemont Mem. Eccl. Tom. II. p. 9 ec.
[642.] A Napoli si liquefaceva ogni anno una boccetta del sangue di S. Stefano, fintantochè non gli successe quello di S. Gennaro: Ruinart Hist. Pers. Vandal. p. 529.
[643.] Agostino compose i ventidue libri de Civitate Dei nello spazio di tredici anni, dal 413 al 426. (Tillemont Mem. Eccl. Tom. XIV. p. 608. ec.) Ei troppo spesso prende da altri la sua erudizione, e da se stesso i suoi argomenti: ma tutta l'opera ha il merito di un magnifico disegno, vigorosamente ed abilmente eseguito.
[644.] Vedi Agostino (de Civ. Dei. l. XXII. c. 22.) e l'appendice che contiene due libri de' miracoli di S. Stefano, fatta da Evodio Vescovo d'Uzalis. Freculso (ap. Basnag. Hist. des Juifs Tom. VIII. p. 249.) ci ha conservato un proverbio Gallico o Spagnuolo: chi pretende d'aver letto tutti i miracoli di S. Stefano è bugiardo.
[645.] Burnet (de statu mortuor. p. 56-85.) raccoglie le opinioni dei Padri, che sostenevano il sonno o riposo delle anime umane sino al giorno del giudizio. In seguito espone (p. 91.) gli inconvenienti, che dovrebbero nascere, se avessero un'esistenza più attiva e sensibile.
[646.] Vigilanzio poneva le anime dei Profeti e dei Martiri o nel seno d'Abramo (in loco refrigerii) o anche sotto l'altare di Dio, nec posse suis tumulis, et ubi voluerunt adesse praesentes. Ma Girolamo (Tom. II. p. 122.) fortemente confuta questa bestemmia: Tu Deo legem pones? Tu Apostolis vincula injices, ut usque ad Diem judicii teneantur custodia, nec sint cum Domino suo, de quibus scriptum est; sequuntur agnum quocumque vadit. Si agnus ubique, ergo et hi, qui cum agno sunt, ubique esse credendi sunt. Et cum diabolus et daemones toto vagentur in orbe etc.
[647.] Fleury, Disc. sur l'Ist. Eccl. III p. 80.
[648.] In Minorca, le reliquie di S. Stefano convertirono in otto giorni 540 Ebrei, coll'aiuto in vero di qualche severità, come di bruciare la Sinagoga, di cacciare gli ostinati a soffrir la fame fra scogli ec. Vedasi la lettera originale di Severo Vescovo di Minorca (ad calc. 3. Augustin. de Civ. Dei), e le giudiziose osservazioni del Basnagio (T. VIII. p. 245-251).
[649.] David Hume (Sagg. vol. 3 p. 474) osserva, come filosofo, il natural flusso e riflusso del Politeismo e del Teismo.
[650.] D'Aubignè (Vedi le sue Memorie p. 156-160) francamente offerì, col consenso dei ministri Ugonotti, d'accordare i primi 400 anni per servir di regola della fede. Il Cardinal du Perron chiese quarant'anni di più, che imprudentemente furon concessi. Nessuno però dei due partiti si sarebbe trovato contento di questo folle accordo.