[324.] Posson trovarsi tali guerre ed eroi sotto i respettivi lor titoli nella Biblioteca orientale dell'Herbelot. Se ne sono celebrate le geste in un poema epico di sessantamila coppie di versi rimati da Ferdusi, l'Omero Persiano. Vedi l'Istoria di Nader Shah p. 145, 165. Il Pubblico si dee dolere che il sig. Jones abbia sospeso le sue ricerche d'erudizione orientale.
[325.] S'illustra laboriosamente il mar Caspio co' suoi fiumi e le addiacenti Tribù nell'Esame critico degli Storici d'Alessandro, dove si paragona la vera geografia con gli errori prodotti dalla vanità o dalla ignoranza de' Greci.
[326.] Sembra che la sede originale della nazione fosse al Norte-Ovest della China nelle province di Chensi o Chansi. Sotto le due prime Dinastie, la città principale fu sempre un campo amovibile; eran sparsi raramente i villaggi; s'impiegava più terra in pasture, che per l'agricoltura: l'esercizio della caccia era diretto a purgare il paese dalle bestie selvagge; Petcheli (dove ora è Pekino) era un deserto: e le province meridionali eran popolate da selvaggi Indiani. La dinastia di Han (206 anni avanti Cristo) diede all'Impero la forma ed estensione attuale.
[327.] Si è fissata in diverse guise l'Era della Monarchia Chinese dell'anno 2952 fino al 2132 avanti Cristo; e si è scelto per legittima epoca l'anno 2637 per ordine dell'Imperatore presente. Tal differenza nasce dall'incerta durata delle prime due Dinastie, e dallo spazio vacante fra loro sino a veri o favolosi tempi di Fohi o Hoangti. Sematsien principia la autentica sua cronologia dall'anno 841. Le trentasei ecclissi di Confucio (trentuna delle quali si sono verificate) s'osservarono fra gli anni 722 e 480 avanti Cristo. Il periodo Istorico della China non ascende più alto delle Olimpiadi Greche.
[328.] Dopo vari secoli d'anarchia e di despotismo la Dinastia di Han (206 anni avanti Cristo) fu l'epoca del risorgimento delle lettere. Furon ristaurati i frammenti dell'antica letteratura; migliorato e fissato il carattere; ed assicurata in futuro la conservazione de' libri mercè delle utili invenzioni dell'inchiostro, della carta e della stampa. Novantasette anni prima di Cristo, Sematsien pubblicò la prima storia della China. Lo sue fatiche furono illustrate e continuate da una serie di cent'ottanta Storici. Tuttavia sussiste la sostanza delle opere, e si trovano attualmente depositate le più considerabili di esse nella libreria del Re di Francia.
[329.] La China è stata illustrata dalle fatiche de' Francesi, vale a dire de' Missionari a Pekino e de' Sigg. Freret e de Guignes a Parigi. Le precedenti tre note son tratte dal Chouking con la prefazione e le note di Guignes, Parigi 1770, dal Tong-kien-kang-mou tradotto dal P. de Mailla col titolo d'Hist. générale de la Chine Tom. I. p. XLIX. CC., dalle memorie sulla China Parigi 1776. ec. Tom. I. p. 1-323. Tom. II p. 5-56, dall'Istoria degli Unni Tom. I. p. 6-131. Tom. V. p. 345-362 e dalle Memorie dell'Accad. delle Iscriz. Tom. X. p. 377-402. Tom. XV p. 495-564. Tom. XVIII. p. 178-295. Tom. XXXVI. p. 164-238.
[330.] Vedi l'Istor. gener. de' Viaggi Tom. XVIII. e l'Istoria Genealogica vol. II. p. 620-664.
[331.] Il Guignes (Tom. II. p. 1-124) ha fatto l'istoria originale degli antichi Hiong-nou o Unni. La geografia Chinese del lor territorio, (Tom. I. Part. II. p. LV. LXIII) par che contenga una parte delle loro conquiste.
[332.] Vedasi appresso Duhalde (Tom. IV. p. 28-65) una circostanziata descrizione con una corretta carta del paese de' Mongussi.
[333.] Gl'Iguri o Viguri eran divisi in tre classi; in cacciatori, pastori ed agricoltori, e quest'ultima era sprezzata dalle altre due. Vedi Abulgazi Par. II. c. 7.