[460.] Pel Battesimo di Teodosio vedansi Sozomeno (l. VII c. 4) Socrate (l. V. c. 6) e Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 728).
[461.] Ascolio o Acolio fu onorato dall'amicizia e dalle lodi d'Ambrogio, che lo chiama: murus fidei atque sanctitatis (Tom. II. ep. 15 p. 820), e quindi celebra la sua prontezza e diligenza in correre da Costantinopoli in Italia, ec. (epist. 16. p. 822) virtù, che non conviene nè ad un muro nè ad un Vescovo.
[462.] Cod. Teod. lib. XVI. Tit. I. leg. 2. col Comment. del Gotofredo Tom. VI. p. 5-9. Tale editto meritava le più alte lodi del Baronio: auream sanctionem, edictum pium et salutare. Sic itur ad astra.
[463.] Sozomeno l. VII. c. 6. Teodoreto l. V. c. 16. Al Tillemont (Mem. Eccles. Tom. VI. p. 627, 628) dispiacciono i termini di rozzo Vescovo, e d'oscura città. Pure bisogna che mi si permetta di credere, che Anfilochio ed Icone fosser oggetti d'inconsiderabil grandezza nell'Impero Romano.
[464.] Sozomeno l. VII. c. 5. Socrat. l. V. c. 7. Marcellin. in Chron. Bisogna cominciare il computo dei quarant'anni dall'elezione o intrusione d'Eusebio, che saggiamente cambiò il Vescovato di Nicomedia con la sede di Costantinopoli.
[465.] Vedi Jortin Osservaz. sull'Istor. Eccl. Vol. IV. p. 71. L'Orazione trentesimaterza di Gregorio Nazianzeno somministra invero qualche idea simile, ed alcune anche più ridicole; ma io non ho potuto trovar le parole di questo notabile passo, che adduco sulla fede d'un esatto ed ingenuo erudito.
[466.] Vedi l'Orazione 32 di Gregorio Nazianzeno, ed il racconto ch'egli ha fatto della sua vita in 1800 versi jambici. Pure ogni Medico è disposto ad esagerare l'inveterata natura della malattia ch'egli ha curata.
[467.] Io mi confesso altamente obbligato alle due vite di Gregorio Nazianzeno, composte, con molto diverse mire dal Tillemont (Mem. Eccles. Tom. IX. p. 305-560, 695-741) e dal Le Clerc. (Bibliot. Univ. Tom. XVII. p. 1. 128).
[468.] A meno che Gregorio Nazianzeno non abbia fatto l'error di trent'anni nella sua propria età, egli era nato, ugualmente che Basilio, suo amico, circa l'anno 329. L'anticipata cronologia di Suida si è ricevuta favorevolmente, perchè toglie lo scandalo, che il padre di Gregorio, ancor egli santo, generasse figli dopo d'esser divenuto Vescovo (Tillemont Mem. Eccles. Tom. IX. p. 693-769).
[469.] Il Poema di Gregorio sulla propria vita contiene alcuni bei versi (Tom. II. p. 9), che nascono dal cuore, ed esprimono i torti d'una ingiuriata e perduta amicizia.