[450.] Elena figlia d'Eudda. Può vedersi ancora la sua cappella a Caer-Segont, ora Caer-Noarvon (Carte Istor. d'Inghil. Vol. I. p. 168 dalla Mona antiqua di Rowland). Il prudente lettore non sarà probabilmente soddisfatto di tal testimonianza Gallese.
[451.] Cambden (Vol. I. Introd. p. 101) lo caratterizza governatore della Britannia, ed il padre delle nostre antichità vien seguitato, com'è solito, dai ciechi suoi figli. Pacato e Zosimo avean preso qualche cura per impedir quest'errore o favola; ed io mi difenderò con le decisive loro testimonianze. Regali habitu exulem suum, illi exules orbis induerunt (in Paneg. vet. XII. 23) e l'Istorico Greco con molto minor equivoco, αυτοϛ (Maximus) δε ουδου εις αρχην εντιμον ετυχη προελθων (lib. IV. p. 248) esso poi non era costituito in onorevol comando.
[452.] Sulpic. Sever. Dial. II. 7. Orosio l. VII. c. 34. p. 556. Ambidue riconoscono (Sulpicio era stato suo suddito) l'innocenza ed il merito d'esso. Egli è ben singolare, che Massimo sia stato trattato meno favorevolmente da Zosimo, parziale avversario del suo rivale.
[453.] L'Arcivescovo Usserio (Antiq. Britann. Eccl. p. 107, 108) ha diligentemente raccolto le leggende dell'Isola e del Continente. Tutta l'emigrazione consisteva in 30000 soldati e 100000 plebei, che si stabilirono nella Brettagna. Le spose loro destinate, cioè S. Orsola con 11000 nobili Vergini, e 60000 plebee, sbagliarono la strada, preser terra a Colonia, e furono crudelissimamente trucidate dagli Unni. Ma le sorelle plebee vennero defraudate di tal onore: e quel che è più strano, Giovanni Tritemio pretende di far menzione dei figli di queste Vergini Britanniche.
[454.] Zosimo (l. IV. p. 248. 249) ha trasferito la morte di Graziano da Lugdunum (Lione) nella Gallia a Singidunum nella Mesia. Possono rilevarsi alcuni cenni dalle Croniche, e scuoprirsi alcune falsità in Sozomeno (l. VII. c. 13) ed in Socrate (l. V. c. 11). Ambrogio è la nostra guida più autentica (Tom. I. Enarrat. in Psalm. 61. p. 961. Tom. II. Epist. 24. p. 888, ec. et de Obitu. Valent. Consol. n. 28. p. 1182).
[455.] Pacato (XII. 68) celebra la fedeltà di Mellobaude, mentre nella Cronica di Prospero si nota il suo tradimento come la causa della rovina di Graziano. Ambrogio, che ha motivo di pensare a scolpare se stesso, non condanna che la morte di Vallio, servo fedele di Graziano (Tom. II. ep. 24 p. 891. Ed. Benedict.)
[456.] Egli si protesta, nullum ex adversariis nisi in acie occubuisse: Sulpic. Sever. in vit. B. Martin, a. 23. L'orator di Teodosio accorda una ripugnante, e pure autorevol lode alla clemenza di Massimo: si cui ille, pro ceteris sceleribus suis, minus crudelis fuisse videtur. Paneg. vet. XII. 28.
[457.] Ambrogio fa menzione di quelle leggi di Graziano, quas non abrogavit hostis: Tom. II. epist. 17. p. 827.
[458.] Zosimo l. IV. p. 251. 252. Noi possiamo ben disapprovare questi odiosi sospetti; ma non possiamo tralasciare il trattato di pace, che gli amici di Teodosio hanno assolutamente dimenticato, o ne han fatta leggiera menzione.
[459.] L'Arcivescovo di Milano, oracolo del Clero, assegnò al suo discepolo Graziano un sublime e rispettabile posto nel Cielo. Tom. II. de Obit. Val. Consol. p. 1193.