Shakespeare non aveva mai letto i poemi di Gregorio Nazianzeno, egli non sapeva la lingua Greca: ma la sua madre lingua, cioè quella della natura, è l'istessa nella Cappadocia e nell'Inghilterra.
[470.] Questo svantaggioso ritratto di Sasima è preso da Gregorio Nazianzeno (Tom. II. de vita sua p. 7. 8). Nell'Itinerario d'Antonino se ne fissa la situazione precisa in distanza di quarantanove miglia da Archelaide, e di trentadue da Tiana. (p. 144. Edit. Wesseling.).
[471.] Si è reso immortale da Gregorio il nome di Nazianzo, ma si fa menzione della sua patria sotto il nome Greco o Romano di Diocesarea da Tillemont (Memoir. Eccles. T. IX. p. 692), da Plinio (VI. 3), da Tolomeo e da Ierocle (Itin. Wesseling p. 709 ). Sembra che fosse situata sul confine dell'Isauria.
[472.] Vedi Du Cange Const. Christ. l. IV. p. 141. 142. La Θεια δυναμις Divina forza di Sozomeno (l. VII. c. 5) viene interpretata per Maria Vergine.
[473.] Tillemont (Mem. Eccl. Tom. IX. p. 432. ec. ) diligentemente raccoglie, estende e spiega gli oratorj e poetici tratti di Gregorio medesimo.
[474.] Ei recitò un'orazione (Tom. I. Orat. XXIII. p. 409) in sua lode; ma dopo la lor contesa fu mutato il nome di Massimo in quello di Erone (Vedi Girolamo T. I. in Catal. Script. Eccles. p. 301). Io tocco di volo tali personali ed oscure discordie.
[475.] Sotto il modesto velo d'un sogno, Gregorio (T. II. Carm. IX. p. 78) descrive il proprio buon successo con qualche umana compiacenza. Pure dalla famigliare conversazione di lui con S. Girolamo, suo discepolo (Tom. I. Epist. ad Nepotian. p. 14), parrebbe, che il predicatore sapesse il vero valore dell'applauso popolare.
[476.] Lacrymae auditorum laudes tuae sint: questo è il vivace e giudizioso parere di S. Girolamo.
[477.] Socrate (l. V. c. 7) e Sozomeno (l. VII. c. 5) riferiscono l'evangeliche parole ed azioni di Damofilo, senza neppure una parola d'approvazione. Egli riflettè, dice Socrate, ch'è difficile resistere ai potenti: ma era facile, e sarebbe stato vantaggioso il sottomettersi.
[478.] Vedi Gregor. Naz. Tom. II. de vita sua p. 21. 22. Il Vescovo di Costantinopoli, per istruzione della posterità, fa menzione di uno stupendo prodigio. Nel mese di Novembre era una mattinata nuvolosa; ma quando la processione entrò in Chiesa, comparve il Sole.