[479.] Frai tre storici Ecclesiastici, il solo Teodoreto (l. V. c. 2) ha rammentato quest'importante commissione di Sapore, che il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 728) ha giudiziosamente trasferito dal regno di Graziano a quello di Teodosio.

[480.] Io non fo conto di Filostorgio, quantunque faccia egli menzione dell'espulsion di Damofilo (I. c. 19). L'Istorico Eunomiano si è diligentemente fatto passare per un crivello cattolico.

[481.] Le Clerc ha dato un curioso estratto (Bibl. Univ. Tom. XVIII. p. 91-105) dei discorsi Teologici che Gregorio Nazianzeno recitò a Costantinopoli contro gli Arriani, gli Eunomiani, i Macedoniani ec. Ei dice ai Macedoniani, che divinizzavano il Padre ed il Figlio senza lo Spirito Santo, che essi potevano chiamarsi Triteisti così bene che Diteisti. Gregorio medesimo era quasi un triteista; e la sua monarchia del Cielo somiglia una ben regolata aristocrazia.

[482.] Il primo Concilio Generale di Costantinopoli adesso trionfa nel Vaticano; ma i Papi lungamente avevano esitato sopra di esso, e la lor dubbiezza rende perplesso, e fa quasi vacillare l'umile Tillemont Mem. Eccl. Tom. IX. p. 499-500.

[483.] Avanti la morte di Melezio, sei o otto de' suoi Preti più popolari, fra' quali era Flaviano, avean rinunziato con giuramento, per amor della pace, al Vescovato d'Antiochia. (Sozomeno l. VII. c. 3. 11. Socrate l. V. c. 5). Il Tillemont si crede in dovere di non prestar fede all'istoria; ma confessa che nella vita di Flaviano si trovano molte circostanze, che non sembrano coerenti alle lodi del Grisostomo ed al carattere d'un santo. (Mem. Eccl. T. X. p. 541).

[484.] Si consulti Gregorio Nazianzeno (de vita sua T. II. p. 25-28). Può vedersi la sua generale e particolare opinione del Clero e delle adunanze di esso, tanto in verso quanto in prosa (Tom. I. Orat. I. p. 33. epist. LV. p. 814. T. II. carm. X. p. 81). Tali passi vengono leggermente indicati dal Tillemont, ed ingenuamente prodotti dal le Clerc.

[485.] Vedi Gregorio Tom. II. de vita sua p. 28-31. Le orazioni 17. 28. 32. furono pronunziate nelle varie scene di quest'azione. La perorazione dell'ultima (Tom. I. p. 528) in cui dà un solenne addio agli uomini ed agli Angeli, alla Città ed all'Imperatore, all'Oriente ed all'Occidente ec., è patetica e quasi sublime.

[486.] Sozomeno attesta la capricciosa ordinazion di Nettario (l. VII. c. 8), ma il Tillemont osserva (Memoir. Eccles. Tom. IX. p. 719) che «après tout, ce narré de Sozomene est si honteux pour tous ceux qu'il y mèle, et sur-tout pour Théodose, qu'il vaut mieux travailler à le détruire, qu'à le soutenir»: ammirabile regola di critica!

[487.] Io intendo solamente di dire, che tale era la naturale sua indole, quando non era infiammata o indurita dallo zelo religioso. Dal suo ritiro, egli esorta Nettario a perseguitar gli Eretici di Costantinopoli.

[488.] Vedi Cod. Teodos, lib. XVI. Tit. V. leg. 6. 23 col commento del Gotofredo a ciascheduna legge, ed il suo sommario generale o Paratitlo: Tom. VI. pag. 104-110.