Jam rubet altus Halys; nec se defendit iniquo
Monte Cilix: Syriae tractus vastantur amaeni;
Assuetumque choris et lauta plebe canorum
Proterit imbellem sonipes hostilis Orontem.
Claudian. in Rufin. l. II. 28, 35. Vedi ancora il medesimo in Eutrop. l. I, 243, 251 e la forte descrizione di Girolamo che scriveva per propria esperienza Tom. I. p. 26. ad Heliodor. p. 200, ad Oceanum. Filostorgio (l. IX. c. 8) fa menzione di tal invasione.
[662.] Vedi l'originale conversazione appresso Prisco p. 64, 65.
[663.] Prisco p. 331. La sua storia conteneva un copioso ed elegante ragguaglio della guerra (Evagr. l. 1. c. 17), ma gli estratti, relativi alle ambasciate, sono le uniche parti, che son giunte fino ai nostri tempi. Potè riscontrarsi però l'opera originale dagli scrittori, dai quali prendiamo le nostre imperfette notizie, cioè da Giornandes, da Teofane, dal Conte Marcellino, da Prospero Tirone, e dall'Autore della Cronica Alessandrina o Pasquale. Il Buat (Hist. des Peuples de l'Europe Tom. VII. c. 15) ha esaminato la causa, le circostanze e la durata di questa guerra, e non accorda, che s'estendesse oltre l'anno 444.
[664.] Procop. de aedific. l. IV. c. 9. Queste fortezze furono di poi restaurate, fortificate ed ampliate dall'Imperator Giustiniano; ma presto vennero distrutte dagli Abari, che succederono al potere ed al dominio degli Unni.
[665.] Septuaginta civitates (dice Prospero Tirone) depraedatione vastatae. L'espressione del Conte Marcelli non è anche più forte, Pene totam Europam, invasis excisisque civitatibus atque castellis, conrasit.
[666.] Il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. VI. p. 106, 107) ha fatto grand'attenzione a questo memorabile terremoto, che fu sentito da Costantinopoli sino ad Antiochia ed Alessandria, ed è celebre presso tutti gli Scrittori Ecclesiastici. Nelle mani di un Predicator popolare un terremoto è uno stromento di mirabil effetto.