[667.] Ei rappresentò all'Imperator de' Mogolli, che le quattro Province (Petheli, Chantong, Chansi e Leaotong) che già possedeva, potevan rendere annualmente, sotto una dolce amministrazione, cinquecentomila once d'argento, 400,000 misure di riso e 800,000 pezze di seta. Gaubil Hist. de la Dynast. des Mongous p. 58, 59. Yelutchousay (così chiamavasi il Mandarino) era un saggio e virtuoso Ministro, che salvò la sua patria, e ne incivilì i conquistatori. Vedi p. 102, 103.
[668.] Sarebbero infiniti gli esempi, che potremmo addurre; ma il curioso lettore può consultare la vita di Gengis-khan fatta da Petit de la Croix, l'Histoire des Mongous, ed il lib. 15 dell'Istoria degli Unni.
[669.] A Maru 1,300000; ad Herat 1,600000; a Neisabour 1,747000. D'Herbelot, Biblioth. Orient. p. 380, 381. Io mi servo dell'ortografia delle carte di Danville. Bisogna confessare però, che i Persiani eran disposti ad esagerar le loro perdite, ed i Mogolli a magnificare le loro imprese.
[670.] Chereffeddin Ali, suo servile panegirista, ci somministrerebbe degli esempi altrettanto orribili. Nel suo campo avanti Delhi Timur trucidò 100,000 prigionieri Indiani, che avevano sorriso, quando fu alle viste l'armata de' lor nazionali, Hist. de Timur Bec. Tom. III, p. 90. Il popolo d'Ispahan somministrò 70,000 teschi umani per la costruzione di varie alte torri (Id. Tom. I, p. 434). Un simile tributo fu levato in occasione della rivolta di Bagdad (T. III, p. 370); e l'esatto numero, che Chereffeddin non potè sapere dai propri Ufiziali, si fissa da un altro Istorico (Alimed Arabsiada Tom. II, pag. 175 Vedi Manger) a 90,000 teste.
[671.] Gli antichi Giornandes, Prisco ec. non fanno menzione di quest'epiteto. I moderni Ungheri hanno immaginato, che fosse dato ad Attila da un eremita della Gallia, e ch'ei si dilettava d'inserirlo fra' titoli della sua real dignità. Mascou IX. 25 e Tillemont, Hist. des Emper. Tom. VI, p. 143.
[672.] I Missionari di S. Gio. Grisostomo avevan convertito un gran numero di Sciti, che abitavano di là dal Danubio in tende e carri. Teodoreto lib. V c. 31. Foz. pag. 1517. I Maomettani, i Nestoriani ed i Cristiani Latini si crederono sicuri di guadagnare i figli ed i nipoti di Gengis, che trattò con imparzial favore que' Missionari rivali fra loro.
[673.] I Germani, ch'esterminarono Varo e le sue legioni erano particolarmente irritati contro le leggi ed i legali Romani. Uno dei Barbari, dopo l'efficaci precauzioni di tagliar la lingua, e cucir la bocca d'un avvocato, osservò con molta soddisfazione, che la vipera non potea più fischiare. Flor. IV. 12.
[674.] Prisco p. 59. Pare che gli Unni preferissero la lingua Gotica e la Latina alla propria, ch'era probabilmente un duro e sterile idioma.
[675.] Filippo di Comines, nell'ammirabile sua pittura degli ultimi momenti di Luigi XI. (memor. lib. VI, c. 12), rappresenta l'insolenza del suo medico, il quale, in cinque mesi, estorse 54,000 luigi ed un ricco Vescovato da quel fiero ed avaro tiranno.
[676.] Prisco (p. 61), inalza l'equità delle leggi Romane, che difendevano la vita d'uno schiavo. Occidere solent, dice Tacito de' Germani, non disciplina et severitate, sed impetu et ira, ut inimicum, nisi quod impune. De morib. Germanor. c. 15. Gli Eruli, che erano sudditi d'Attila, s'arrogavano ed esercitavano il potere di vita e di morte su' loro schiavi. Se ne veda un notabil esempio nel secondo libro di Agatia.