[677.] Vedasi l'intera conversazione presso Prisco p. 59, 62.

[678.] Nova iterum Orienti assurgit ruina... cum nulla ab Occidentalibus ferrentur auxilia. Prospero Tirone compose la sua Cronica nell'Occidente, e quest'osservazione contiene una censura.

[679.] Secondo la descrizione o piuttosto l'invettiva del Grisostomo, un incanto del lusso Bizantino doveva dare un gran prodotto. Ogni casa ricca possedeva una tavola semicircolare d'argento massiccio, che appena due uomini potevano alzare, un vaso d'oro sodo del peso di quaranta libbre, de' bicchieri, de' piatti dell'istesso metallo ec.

[680.] Gli articoli del Trattato, esposti senza grand'ordine o precisione, si posson vedere appresso Prisco, p. 34, 35, 36, 37, 53 ec. Il Conte Marcellino dà qualche conforto coll'osservare, I. che Attila stesso sollecitò la pace ed i presenti, che prima avea ricusato; e II. che verso il medesimo tempo gli Ambasciatori dell'India presentarono all'Imperator Teodosio una molto grossa tigre addomesticata.

[681.] Prisco p. 35, 36. Fra le cent'ottantadue fortezze o castella della Tracia enumerate da Procopio (de Aedific. l. IV, c. XI, Tom. II, pag. 92 edit. Paris), ve n'è una col nome di Esimontou, la cui posizione è indicata dubbiosamente nelle vicinanze d'Anchialo e del Ponto Eussino. Il nome e le mura d'Azimunzio sussisterono forse fino al regno di Giustiniano; ma la gelosia dei Principi Romani si era presa la cura d'estirpare la razza de' bravi suoi difensori.

[682.] La disputa fra S. Girolamo e S. Agostino, che cercavano con diversi espedienti di conciliare l'apparente contesa dei due Appostoli S. Pietro e S. Paolo, dipende dallo scioglimento d'un'importante questione (Middleton, Oper. vol. II, p. 5, 10), che si è frequentemente agitata fra' Teologi Cattolici e Protestanti, ed anche fra' giurisconsulti e filosofi d'ogni secolo.

[683.] Montesquieu (Considérations sur la grandeur etc. c. 19), ha dipinto con audace e felice pennello alcune delle più forti circostanze dell'orgoglio d'Attila e del disonore dei Romani. Ei merita lode per aver letto i Frammenti di Prisco, che erano stati troppo trascurati.

[684.] Vedi Prisco pag. 69, 71, 72 ec. Io mi sarei quasi indotto a credere, che questo avventuriero fosse di poi crocifisso per ordine d'Attila sul sospetto di tradimento, ma Prisco ha troppo chiaramente distinto due persone col nome di Costanzo, che pei simili avvenimenti della loro vita si sarebber potuti facilmente confondere.

[685.] Nel trattato di Persia concluso l'anno 422 il savio ed eloquente Massimino era stato assessore d'Ardaburio (Socrate, lib. VII, c. 20). Quando fu inalzato al trono Marciano, fu dato l'ufizio di gran Ciamberlano a Massimino, che in un pubblico editto è posto fra' quattro principali Ministri di Stato (Novell. ad Calc. Cod. Theod. p. 31). Egli eseguì una militare e civil commissione nelle Province Orientali; e la sua morte dispiacque ai Selvaggi dell'Etiopia, dei quali esso avea represso le scorrerie. Vedi Prisco p. 40, 41.

[686.] Prisco era nativo di Panium nella Tracia, e meritò per la sua eloquenza un onorevole posto fra' Sofisti di quel tempo. La sua storia Bizantina, che appartiene ai propri suoi tempi, era contenuta in sette libri. Vedi Fabricio, Bibl. Graec. VI, p. 235, 236. Nonostante il caritatevol giudizio dei Critici, io sospetto, che Prisco fosse Pagano.