[697.] Procopio, de Bell. Vandal. l. I. c. 4. Evagr., l. II. c. 1. Teofane p. 90, 91. Novell, ad calc. Cod. Theodos. Tom. VI. p. 39. Le lodi, che S. Leone ed i Cattolici hanno dato a Marciano, sono state diligentemente trascritte dal Baronio per servire d'incoraggiamento a' futuri Principi.
[698.] Vedi Prisco p. 39, 72.
[699.] La Cronica Alessandrina o Pasquale, che fa menzione di questa orgogliosa ambasciata al tempo di Teodosio, può averne anticipata la data; ma il debole annalista era incapace d'inventare il genuino ed originale stile di Attila.
[700.] Il secondo libro dell'Istoria critica dello stabilimento della Monarchia Francese (Tom. 1, p. 189, 424) sparge gran luce sopra lo stato della Gallia, quando fu invasa da Attila; ma l'Abbate Dubos, ingegnoso autore di essa, troppo spesso si abbandona al sistema ed alle congetture.
[701.] Vittore Vitense (de persecut. Vandal. l. 1, c. 6, p. 8. Edit. Ruinart) lo chiama acer consilio et strenuus in bello. Ma quando divenne disgraziato, il suo coraggio fu censurato come una disperata temerità; e Sebastiano meritò, o piuttosto gli fu attribuito l'epiteto di praeceps (Sid. Apolim., Carm. IX. 181). Sono leggiermente notate le sue avventure in Costantinopoli, nella Sicilia, nella Gallia, nella Spagna, e nell'Affrica dalle Croniche di Marcellino, e d'Idazio. Nella sua disgrazia egli ebbe sempre un numeroso seguito di compagni; mentre potè saccheggiar l'Ellesponto, e la Propontide, e prendere la città di Barcellona.
[702.] Reipublicae Romanae singulariter natus, qui superbiam Svevorum, Francorumque barbariem immensis caedibus servire Imperio Romano coegisset. (Giornand., de Reb. Get. c. 34 p. 660).
[703.] Questo ritratto è ricavato da Renato Profuturo Frigerido, scrittore contemporaneo, conosciuto solo per mezzo di alcuni estratti, che ci sono stati conservati da Gregorio di Tours (L. II. c. 8. in. Tom. II. p. 163). Era probabilmente dovere, o almeno interesse di Renato il magnificare le virtù d'Ezio: ma egli avrebbe dimostrato maggior destrezza, se non avesse insistito sulla sua inclinazione a soffrire, ed a perdonare.
[704.] L'Ambasceria era composta del Conte Romolo, di Promoto, Presidente del Norico, e di Romano, Duce militare. Essi erano accompagnati da Tatullo, illustre cittadino di Petovio, città dell'istessa Provincia, e padre d'Oreste, che aveva sposato la figlia del Conte Romolo. Vedi Prisco p. 57, 65. Cassiodoro (part. 1, 4) fa menzione d'un'altra ambasceria, che fu sostenuta da suo padre, e da Carpilione figlio d'Ezio; e siccome Attila non v'era più, esso potè sicuramente vantare il virile ed intrepido loro contegno nella sua presenza.
[705.] Deserta Valentinae urbis rara Alanis partienda traduntur. Prosper. Tyron., Chron. in Histor. de Franc. Tom. 1. p. 639. Pochi versi dopo, Prospero nota che furono assegnate agli Alani delle terre nella Gallia ulteriore. Senz'ammetter la correzione dell'Ab. Dubos (Tom. 1. p. 300), la ragionevole supposizione di due colonie, o guarnigioni di Alani confermerà i suoi argomenti, e toglierà le obiezioni.
[706.] Vedi Prosp. Tyr. p. 639. Sidonio (Paneg. Avit. 246) si duole in nome dell'Alvernia sua Patria.