In campos se Belga tuos....

(Paneg. Avit. 320).

[730.] La narrazione più autentica e circostanziata di questa guerra trovasi presso Giornandes (de reb. Getic. c. 36, 41 p. 662, 672) che alle volte ha compendiata, ed alle volte copiata l'istoria più estesa di Cassiodoro. Giornandes, che sarebbe superfluo di citare più volte, può correggersi, ed illustrarsi per mezzo di Gregorio di Tours (l. 2 c. 5, 6, 7) e delle Croniche d'Idazio, d'Isidoro, e de' due Prosperi. Tutte le antiche testimonianze sono state raccolte ed inserite fra gl'Istorici di Francia, ma il Lettore dee stare in guardia contro un supposto estratto della Cronica d'Idazio (fra i frammenti di Fredegario Tom. II pag. 462) che spesso contraddice il testo genuino del Vescovo di Galizia.

[731.] Le antiche leggende meritano qualche riguardo in quanto son costrette ad unire alle loro favole la vera storia de' loro tempi. Vedansi le vite di S. Lupo, di S. Aniano Vescovi di Metz, di S. Genovieffa ec. fra gl'Istorici di Francia Tom. I, p. 644, 645, 649 Tom. III, p. 369.

[732.] Lo Scetticismo del Conte di Buat (Hist. des Peupl. Tom. VII, p. 539, 540) non può combinarsi con alcuno principio di ragione, o di critica. Non è forse Gregorio di Tours preciso, e positivo nel suo racconto della distruzione di Metz? Alla distanza di non più di cento anni poteva egli ed il Popolo ignorare il destino d'una città, ch'era la residenza attuale de' Re d'Austrasia, suoi sovrani? L'erudito Conte, che sembra avere intrapreso l'apologia d'Attila e dei Barbari, cita il falso Idazio parcens civitatibus Germaniae et Galliae, e non si rammenta, che il vero Idazio ha espressamente affermato, plurimae civitates affractae, fra le quali conta anche Metz.

[733.]

....... Ut liquerat Alpes

Aetius, tenue et rarum sine milite ducens

Robur, in auxiliis Geticum male credulus agmen

Incassum propriis praesumens adjere castris.